La rinoplastica con ultrasuoni: vantaggi e risultati

La rinoplastica con ultrasuoni: vantaggi e risultati
Dott. Stefano De Luca
Specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva con formazione presso diverse strutture cliniche. Si occupa anche di ricostruzioni post oncologiche, chirurgia post obesità e chirurgia rigenerativa.
Creazione: 10 mar 2020 · Aggiornamento: 13 mar 2020

Le tecniche di intervento per modellare il naso e correggerne i difetti estetici e funzionali sono molte e una di queste è la rinoplastica ultrasonica: una tecnica chirurgica che sfrutta le potenzialità degli ultrasuoni per ridurre invasività e tempi di degenza. Scopriamo in che cosa consiste insieme al Dott. Stefano De Luca, medico chirurgo e specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica.

Oggi parliamo di rinoplastica con ultrasuoni. Si tratta di una tecnica chirurgica o non chirurgica?

La rinoplastica con ultrasuoni è una tecnica chirurgica in cui si impiega uno strumento ad ultrasuoni chiamato piezoelettrico. Lo strumento è composto da una sorgente fissa alla quale si collega un manipolo operativo con punte intercambiabili che vibrano ad alta frequenza.

Che cos’è esattamente lo strumento piezoelettrico e come agiscono gli ultrasuoni sui tessuti del naso?

Lo strumento consiste in un manipolo con una punta che vibra ad alta frequenza ed è in grado di agire selettivamente sui tessuti rigidi come l’osso e di preservare i tessuti molli di rivestimento di ossa e cartilagini. Le vibrazioni trasmesse dal manipolo si trasformano in energia in grado di levigare e tagliare le componenti ossee con estrema precisione e rapidità.

Perché si riduce l’invasività con questa tecnica?

La riduzione dell’invasivitá è legata alla selettività dello strumento per i tessuti rigidi ottenendo una riduzione degli inevitabili danni a strutture delicate e sottili come periostio, pericondrio, legamenti e vasi sanguigni.

Che vantaggi e svantaggi ci sono con la rinoplastica ultrasonica rispetto alla tecnica tradizionale?

Come per tutte le tecniche esistono vantaggi e svantaggi che sono presi in considerazione all’atto della scelta della tecnica da utilizzare per il singolo caso. Finora l’unico limite, o se vogliamo definirlo svantaggio, che ho riscontrato nell’impiego di questa tecnica è la difficoltà di lavorare in spazi molto ristretti e senza visione diretta. Problematica che esiste comunque con lo strumentario classico. Viceversa i vantaggi ed i punti di forza sono: l’estrema precisione di gesto chirurgico nel trattamento dei difetti ossei, con questo strumento infatti è possibile effettuare correzioni millimetriche con estrema precisione e delicatezza.

Altro vantaggio fondamentale è il rispetto e la preservazione dei tessuti molli su cui lo strumento non agisce selettivamente. La possibilità di poter lavorare agevolmente anche su strutture già operate su cui sarebbe estremamente rischioso agire con gli strumenti tradizionali. Tutto ciò si traduce in una qualità superiore del risultato chirurgico, riduzione del rischio di complicanze come sanguinamento, asimmetrie ed imperfezioni; miglioramento dei tempi e delle modalitá di guarigione, riduzione di lividi e gonfiore post operatorio.

Come si svolge l’intervento?

L’intervento si effettua in anestesia generale o in sedazione profonda e maschera laringea ed ha una durata variabile dai 90 ai 120 minuti.

Il paziente è posizionato sul tavolo operatorio in posizione supina e con il volto scoperto. Si effettua un infiltrazione di soluzione con vasocostrittore nelle aree da trattare: dorso e radice del naso, mucosa di setto e vestibolo nasale e nelle aree viciniori. L’intervento inizia con l’incisione al vestibolo narinale ed alla base della columella per esporre le cartilagini della punta, si effettua un'ampia dissezione sulle strutture del dorso cartilagineo ed osseo fino alla radice del naso ed alla branca montante del mascellare al limite dell’apertura piriforme. Si isola il setto cartilagineo e si correggono eventuali deviazioni. Si procede con la rimozione del gibbo mediante riduzione della parte alta del setto e delle cartilagini triangolari. La parte ossea del dorso viene trattata con gli ultrasuoni prima riducendo la deformità del gibbo e poi effettuando le classiche osteotomie per mobilizzare le ossa nasali allo scopo di ridurre la larghezza della base della piramide nasale. Si lavora sulle cartilagini della punta per modificarne dimensioni e curvatura. Di solito si effettua una riduzione delle cartilagini alari ed il riposizionamento dei dome cartilaginei per modificare dimensioni, forma e grado di rotazione della punta. Si effettua la ricostruzione del dorso osteocartilagineo mediante la sutura delle cartilagini triangolari e la stabilizzazione delle ossa nasali. Si effettuano piccole manovre di perfezionamento come posizionamento di innesti o rifiniture estetiche. Si suturano gli accessi di cute e mucosa. Infine si posizionano i tamponi endonasali, i cerotti e lo splint del dorso.

prima e dopo rinoplastica

Risultato ottenuto su una paziente operata dal Dott. De Luca con la tecnica della rinoplastica a ultrasuoni

Quali inestetismi o imperfezioni del naso possono essere corrette con questa tecnica?

Con questa tecnica è possibile correggere tutti i difetti strutturali, funzionali ed estetici del naso. In particolare questo strumento è fondamentale per la correzione di difetti congeniti o post traumatici come deviazioni ossee ed asimmetrie.

Che risultati si possono ottenere e in quanto tempo sono visibili?

I risultati ottenibili sono il miglioramento delle dimensioni generali del naso sia nella parte ossea e cartilaginea del dorso che della punta.

I risultati ottenibili sono caratterizzati da estrema precisione del lavoro effettuato sulle strutture ossee con quasi totale assenza di irregolarità della superficie. Molti pazienti sottoposti alla normale rinoplastica con raspa ed osteotomi spesso presentano irregolarità del profilo osseo che può essere palpabile o addirittura visibile sulla cute, queste irregolarità sono legate alla natura dello strumentario utilizzato che non può garantire una precisione di gesto ed una delicatezza pari all’impiego degli ultrasuoni. In parole povere una volta stabilizzato il risultato sarà molto difficile anche per un occhio ed una mano esperta trovare irregolarità o segno del lavoro effettuato. Questo a garanzia di un risultato estremamente naturale e del rispetto delle strutture anatomiche.

Come si svolge il post operatorio?

Il post operatorio di un intervento di rinoplastica ad ultrasuoni prevede alcune ore di osservazione post-operatoria ed il successivo rientro a casa e riposo per almeno 5 giorni. Inizialmente la regione perioculare e le guance potranno presentare modico gonfiore e nei primi giorni potrebbe comparire qualche piccolo livido che nella maggior parte dei casi è rappresentato da un velo livido nella parte delle palpebre più vicina al naso. Nelle prime ore sarà necessario applicare del ghiaccio per ridurre il fastidio e migliorare il gonfiore. Si prescrive una terapia di copertura antibiotica per 3/5 giorni, impiego di antidolorifici blandi al bisogno ed una protezione gastrica. A distanza di 3/4 giorni si esegue la rimozione dei tamponi e si consiglia di utilizzare spray per il lavaggio endonasale allo scopo di fluidificare i muchi e idratare la mucosa nasale. A distanza di ulteriori 4/6 giorni si effettua il secondo controllo con la rimozione dello splint dorso e dei cerotti. A questo punto il paziente potrà già notare gran parte del risultato ottenuto ma sarà presente ancora un po’ di gonfiore di dorso e punta.

Normalmente i pazienti sottoposti a questo tipo di intervento necessitano di un recupero abbastanza breve con ripresa quasi immediata dell’attività sociale e lavorativa, spesso ancor prima di rimuovere lo splint del dorso. Saranno comunque necessarie alcune accortezze nelle prime settimane , come evitare sforzi fisici ed astenersi dall’attività sportiva.

I tempi di recupero come abbiamo visto sono piuttosto brevi ma per poter valutare il risultato definitivo bisognerà aspettare alcuni mesi ed in particolare dai 6 ai 10 mesi.

Quali sono le cose che si possono fare o che invece bisogna evitare per facilitare la guarigione e ottenere un buon risultato?

Per poter ottimizzare i tempi di guarigione i miei consigli spaziano dalle abitudini alimentari, come ridurre il sale nella dieta ed introdurre cibi ricchi di antiossidanti e flavonoidi nelle prime settimane, alle abitudini di vita come evitare attività fisica per almeno un mese, non effettuare trattamenti estetici o cosmetici al volto, iniziare precocemente il linfodrenaggio manuale del volto. Inoltre e buona prassi evitare luoghi polverosi o con aria estremamente secca. Seguire le indicazioni ed i consigli del chirurgo.

risultato rinoplastica ultrasonica

Risultato post operatorio di una rinoplastica con ultrasuoni eseguita dal Dott. De Luca

Chi sono i candidati per la rinoplastica ultrasonica?

Tutti i pazienti che vogliono migliorare l’aspetto, i difetti e le funzionalità del proprio naso sono buoni candidati per questa tecnica chirurgica. In particolare nei pazienti già sottoposti a rinoplastica tradizionale che necessitano di ulteriore correzione. Vi è controindicazione solo nei pazienti portatori di pace-maker.

Ci sono rischi e controindicazioni? Cosa si può fare per evitarli?

Come tutte le procedure chirurgiche sono presenti rischi legati al tipo di anestesia, alla possibilità di contaminazione batterica ed infezione, il sanguinamento, soprattutto per le procedure che prevedono settoplastica e turbinoplastica, edema persistente e alterazioni mucose e cutanee. Tutti questi possibili rischi sono comunque ridotti in percentuale grazie all’impiego degli ultrasuoni. Per poter ridurre al minimo i rischi e le possibili complicanze è bene affidarsi ad un chirurgo specialista, qui di un chirurgo plastico specializzato o uno specialista in chirurgia ORL o maxillo-facciale, effettuare l’intervento solo in strutture autorizzate ed accreditate, quindi evitare studi medici o ambulatori non adeguatamente attrezzati. Infine seguire le prescrizioni ed i consigli del chirurgo.

Come si svolge la visita preliminare e quali esami deve effettuare il paziente?

Il momento fondamentale per sottoporsi all’intervento è il colloquio con il chirurgo. È importante ricevere informazioni chiare e dettagliate in merito all’intervento, quindi il tipo di anestesia, la tecnica utilizzata ed i miglioramenti che si possono ottenere. Durante la prima visita si valuteranno le caratteristiche strutturali e funzionali del naso e si pianifica la tecnica ed il possibile risultato. Si effettuano delle foto in varie proiezioni per poter mostrare al paziente i difetti da correggere e se possibile effettuare una simulazione computerizzata del risultato che si intende raggiungere. Si prescrivono esami di routine come: ecg, esami del sangue ed una T.C. del maxillo facciale per la pianificazione dell’intervento. Si valutano eventuali allergie a farmaci o presidi.

Come si studia il risultato a cui mirare, che valutazioni deve fare lo specialista e quali strumenti sono a disposizione per fare una previsione?

Il risultato ottenibile con questa tecnica si valuta in base alle caratteristiche strutturali del casi. Bisogna prendere in considerazioni tutti i fattori responsabili di una buona riuscita dell’intervento a partire dal tipo di pelle, le caratteristiche di cartilagini ed ossa in merito a posizione, spessore, simmetria, si valuta la funzionalità considerando eventuali difetti di setto e turbinati. La pianificazione dell’intervento, e quindi il risultato ottenibile, si basa sulla valutazione di tutti i fattori precedentemente elencati e sulle volontà del paziente. Di solito i pazienti hanno paura di risultati estremamente artefatti, altri portano con sé al momento della visita delle foto come modello. È necessario un lungo ed approfondito colloquio per comprendere al meglio le aspettative ed eventualmente indirizzarle verso le reali possibilità di miglioramento.

Nel caso il risultato non fosse quello sperato è possibile intervenire una seconda volta con la stessa tecnica? Quanto tempo bisogna aspettare?

Come ogni intervento chirurgico c’è la possibilità di un ritocco o di un secondo intervento chirurgico per migliorare ulteriormente il risultato ottenuto. Di solito è possibile eseguirli a circa 12 mesi dall’intervento.

Si può fare un rinofiller dopo la rinoplastica ultrasonica?

Il rinofiller è un trattamento destinato alla correzione temporanea e parziale di alcuni difetti o imperfezioni del naso. Spesso è impiegato per correggere le irregolarità del dorso in quei casi di scarsa precisione chirurgica o di esiti cicatriziali per trauma da strumentario tradizionale. In caso di rinoplastica con ultrasuoni raramente è necessario ricorrere a correzioni ma se necessario è possibile.

Quali raccomandazioni da ai suoi pazienti in modo che affrontino al meglio l’intervento e il post operatorio?

I miei consigli sono di valutare bene le opzioni disponibili ed il risultato che si può raggiungere, chiarire sempre ogni dubbio ed esporre senza alcuna riserva le proprie aspettative, farsi guidare nel percorso e seguire le indicazioni e la terapia pre e post operatorie.

Dott. Stefano De Luca

Medico Chirurgo, Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica

Dott. Stefano De Luca

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