Ilaria Berselli
Ilaria Berselli
Giornalista laureata presso l’Universidad Ramon Llull specializzata in redazione di articoli su Salute e Medicina Estetica dal 2014, esperta in tematiche relative alla chirurgia plastica.

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  • Cosa sono i brufoli?
  • Brufoli, comedoni e punti neri
  • Durante l’adolescenza
  • In età adulta
  • Mascherine e conseguenze sulla pelle
  • Le tipologie di acne
  • I farmaci contro brufoli e acne
  • Trattamenti antiacne
  • Bibliografia

Cosa sono i brufoli?

I brufoli (o meglio l’acne) non sono solo un inestetismo, ma sono considerati la manifestazione di una malattia a tutti gli effetti, che colpisce il complesso pilosebaceo, formato dal follicolo pilifero e dall’annessa ghiandola sebacea. Il viso è notoriamente la zona più facilmente soggetta alla sua formazione, ma anche il collo, la schiena e il torace sono aree dove è molto facile che possano comparire queste imperfezioni.

brufoli e comedoni

Brufoli, comedoni e punti neri

Fanno parte del problema tutti gli inestetismi come:

  • Punti neri: (non infiammatori) sono pori cutanei ostruiti, il sebo intrappolato si ossida per l’azione dell’aria e assume il caratteristico colore nero che li distingue.
  • Punti bianchi: causati dai pori chiusi e ostruiti non sono infiammatori, ma se non vengono trattati in tempo si possono trasformare in lesioni infiammatorie e brufoli.
  • Papule: appaiono come piccoli dossi causati dall’accumularsi a livello sottocutaneo di sebo, batteri e cellule morte che causano un’infiammazione.
  • Pustole: sono papule dove si forma del pus di colore bianco o giallo.
  • Noduli: simili ai precedenti, ma più grandi, solidi e dolorosi.
  • Cisti: grumi profondi, dolorosi, pieni di pus (sembrano simili a bolle), incorporati sotto la superficie cutanea; l'acne cistica è il tipo più grave.

Ad aggravare ulteriormente questo quadro ci pensano le cicatrici, che appaiono sotto forma di piccoli buchi o macchie iperpigmentate quando non ci cura la pelle in modo appropriato. Per evitare la formazione di queste cicatrici acneiche è fondamentale non toccare e non stressare brufoli e punti neri e affidarsi ad uno specialista che possa curare l’infiammazione alla sua radice attraverso terapie farmacologiche o estetiche.

brufoli e adolescenza

Durante l’adolescenza

L’adolescenza, si sa, è il periodo in cui si soffre di più per la comparsa di brufoli e punti neri. Ma perché? La causa principale è data dai tanti cambiamenti ormonali che avvengono durante la pubertà e l’adolescenza, infatti tra i 12 e i 18 anni è molto comune che ragazze e ragazzi possano presentare questo inestetismo.

In questa fase si parla soprattutto di acne giovanile o polimorfa, perché si tratta di una forma che presenta più tipologie di lesioni allo stesso tempo (brufoli, punti neri e punti bianchi, etc).

Per evitare che il problema si aggravi e che insorgano brutte macchie o cicatrici è importante educare i più giovani a non stressare la propria pelle, evitando di rendere croniche brutte abitudini come schiacciare e toccare continuamente il proprio viso o coprirlo con eccessivi strati di trucco per nascondere le imperfezioni.

rimedi acne

In età adulta

L’adolescenza, però, non è l’unica età in cui si può soffrire per questo problema. Sono tantissimi, infatti, gli adulti sia uomini che donne che si trovano a dover combattere con questo problema per tanti anni. In passato si attribuiva la colpa a un’alimentazione ricca di grassi, ma in realtà nel corso degli anni è diventato sempre più chiaro che si tratta invece di un quadro ben più complesso, come sottolineato da diversi studi e articoli internazionali.

Oltre alle cause ormonali, l’acne viene scatenato da fattori diversi e spesso concomitanti:

  • uso di prodotti a base oleosa o grassa (detergenti per viso o corpo, shampoo etc)
  • sudorazione abbondante
  • stress
  • clima umido
  • uso di farmaci che influiscono sul sistema endocrino (contraccettivi, steroidi, estrogeni, etc)
  • alterazioni ormonali (mestruazioni, menopausa, gravidanza, stress)
  • toccare o sfregare eccessivamente la pelle
acne e mascherine

Mascherine e conseguenze sulla pelle

Ultimamente mascherine, guanti e gel idroalcolici si sono trasformati nei tre oggetti che dobbiamo utilizzare di più nel corso delle nostre giornate, portando piccoli effetti secondari a cui non avevamo mai pensato prima.

Moltissimi specialisti hanno evidenziato come l’uso di questi dispositivi di protezione abbia delle ripercussioni sulla qualità della pelle del nostro viso, tanto che gli anglosassoni hanno coniato il neologismo “maskne” (da mask e acne). Il continuo sfregamento del tessuto sulla cute, le temperature estive e l’umidità creata dal respiro contribuiscono ad aumentare l’ostruzione dei pori delle pelle e ad alterare l’equilibrio delle ghiandole sebacee, portando a un considerevole aumento di comedoni e pustoline.

La scelta dei prodotti per la pulizia e la cura del viso deve quindi tenere conto anche di questo nuovo fenomeno, prediligendo prodotti dalla composizione leggera e a base acquosa, assolutamente non comedogeni e possibilmente studiati in modo specifico per pelli irritate e soggette a molte sollecitazioni esterne.

tipi di brufoli

Le tipologie di acne

Sono principalmente quattro, divise per gravità in ordine crescente:

  • Acne comedonica: è la forma più lieve, prevede la comparsa su guance, naso e fronte di punti neri e bianchi, brufoli e a volte qualche papula. In genere il rischio che si formino macchie o cicatrici in questa fase è minore.
  • Acne papulo pustolosa: colpisce prevalentemente il viso (fronte, naso e guance) ma a volte può estendersi anche alla schiena. La pelle è arrossata e infiammata, si formano sia papule che pustole, portando a una fase già più moderata e severa del problema, infatti c’è il rischio che si possano formare macchie pigmentate.
  • Acne conglobata: questo è un grado più severo, che oltre al viso interessa spesso anche il collo e la schiena. Le impurità sono qui di diverso genere e arrivano a formare gruppi che si trasformano in cisti e noduli, talvolta dolorosi. Il rischio di macchie e cicatrici inizia a essere più elevato rispetto alle altre fasi.
  • Acne fulminans: detta anche febbrile ulcerativa o maligna. Questa forma più grave è in realtà anche più rara e si osserva maggiormente negli uomini. È simile al tipo conglobato e colpisce sia il volto che la schiena. Il rischio di avere cicatrici è molto alto.
farmaci contro brufoli

I farmaci contro brufoli e acne

La terapia farmacologica è quella più efficace per la fase attiva e permette di alleviare l’infiammazione e regolare quelle funzioni fisiologiche che influiscono sulla formazione delle impurità, ma deve sempre essere realizzata sotto prescrizione medica e con il controllo di uno specialista in dermatologia.

I farmaci generalmente impiegati per la cura dell’acne includono:

  • antibiotici (orali e/o topici contenenti ad esempio tetraciclina, doxiciclina, minociclina, eritromicina o amoxicilina)
  • derivati della vitamina A (creme o gel a base di acido retinoico, come tretinoina o tazarotene)
  • formule a base di perossido di benzoile, zolfo, resorcinolo o acido salicilico
  • prodotti topici con acido azelaico

Per i casi dovuti principalmente a cause di origine ormonale, invece, si consigliano spesso pillole a base di spironolattone e pillole anticoncezionali (anche se queste ultime a volte possono provocare un peggioramento del quadro clinico, quindi è sempre meglio consultare un medico prima di utilizzarle per uno scopo diverso dalla contraccezione).

Il farmaco più conosciuto e dall’azione più potente è l’isotretinoina, commercializzata in Italia con il nome Roaccutan®. Si tratta di un farmaco molto efficace e diffuso, ma con molte controindicazioni, tra cui la teratogenesi, ovvero lo sviluppo di malformazioni e anomalie negli embrioni, per cui non solo non deve essere assunto durante la gravidanza, ma nel caso in cui la paziente desiderasse una gravidanza dovrà informare il medico per stabilire il periodo necessario da attendere una volta terminata la terapia.

I retinoidi, invece, sono una forma di vitamina A e rappresentano uno dei trattamenti chiave per l'acne e impediscono la formazione di punti neri e bianchi, in quanto aiutano a mantenere i pori puliti e non ostruiti accelerando il turnover delle cellule cutanee. Il più noto è la tretinoina (altri marchi comuni includono Atralin, Retin-A, Renova, Refissa). Sono prodotti topici che si applicano in piccole quantità prima di dormire, perché non devono essere utilizzati nelle ore di luce solare dal momento che si tratta di sostanze fotosensibili. Dopo l’applicazione si potrebbero notare po 'di irritazione, arrossamento e secchezza che possono causare un leggero gonfiore nei pori, che può portare a intrappolare del sebo al loro interno e alla comparsa occasionale di qualche brufolo, ma questi effetti si verificano solo nel primo periodo nel frattempo che la pelle si adatta al nuovo trattamento. Il retinolo, più leggero rispetto ai retinoidi da prescrizione, si trova tra i prodotti da banco ed è disponibile anche come gel topico.

trattamenti antiacne

Trattamenti antiacne

  • Peeling chimico: l’acido glicolico e l’acido salicilico sono i più indicati per l'acne. Rimuove lo strato superficiale della pelle, dove si depositano le cellule morte, e aumenta il collagene, che serve ad ammorbidire la cute, perció accellera il ricambio cellulare della pelle, aiutando a migliorare l'acne e le cicatrici che ne derivano. Si può ripetere ogni 4 o 6 settimane, eseguendo 1 o 2 sessioni a nell’arco della settimana. A seconda della tipologia di peeling è sufficiente un’unica sessione nell’arco di più tempo. Dopo ogni peeling chimico, si possono verificare arrossamenti, bruciore, desquamazione e lieve irritazione per un giorno o due. La pelle, dopo la seduta, sarà molto sensibile alla luce per diverse settimane, quindi è fondamentale utilizzare una crema solare 50 SPF. Dovresti vedere tutti i benefici e gli effetti di ogni seduta di peeling entro due settimane.

Non chirurgico - da 3 a 14 giorni di recupero

  • Terapia fotodinamica o a LED: si inizia applicando un farmaco topico che rende la pelle più fotosensibile e poi si espone alla luce blu o rossa che attiva il farmaco, uccidendo i batteri che causano l’infiammazione e aiutando a ridurre le ghiandole sebacee. A parte un po' di rossore e gonfiore, non ci sono effetti secondari, ma anche in questo caso si deve utilizzare la protezione solare all’esterno perché la pelle sarà più sensibile per diverse settimane. È considerato efficace nel trattamento delle forme da lieve a grave e può aiutare a ridurre anche le cicatrici, perché stimola la produzione di collagene e la crescita di nuovi vasi sanguigni. Avrai bisogno di una serie di 2-3 trattamenti, a distanza di 4-6 settimane.

Non chirurgico - da 3 a 7 giorni di recupero.

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