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  • Acne ed esiti cicatriziali
  • Quali sono le cause delle cicatrici da acne?
  • Quali sono i trattamenti più efficaci per le cicatrici da acne?
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Acne ed esiti cicatriziali

Quando l’acne guarisce lascia spesso segni ed esiti cicatriziali a testimonianza del suo passaggio, dando alla pelle del viso un aspetto irregolare e sciupato sia alla vista che al tatto. I trattamenti che permettono di eliminare questi inestetismi, però, sono per fortuna moltissimi.

cicatrici acneiche

Quali sono le cause delle cicatrici da acne?

Le lesioni da acne, quando sono infette e infiammate, possono danneggiare i pori della pelle dai quali si sono create e il loro tessuto circostante, lasciando cicatrici visibili per molto tempo.

Esistono due categorie di cicatrici da acne: atrofiche e ipertrofiche. Le prime derivano dalla perdita di tessuto, mentre le cicatrici ipertrofiche sono in rilievo e vengono causate dal tessuto in eccesso. All'interno di queste due categorie, si possono distinguere 4 tipi diversi di cicatrici:

  • Cicatrici Ice pick: sono piccoli avvallamenti stretti e profondi che appaiono come pori dilatati, si sviluppano dopo che un’infezione da acne cistica attacca la pelle dal profondo del tessuto cutaneo lasciando dietro di sé una colonna di tessuto danneggiato.
  • Rolling Scars: sono depressioni create da bande fibrose che tirano l'epidermide dal basso, conferendo alla pelle un aspetto irregolare e ondulato. Sono più comuni nelle aree in cui la pelle è più spessa, come le guance inferiori e la mascella.
  • Cicatrici boxcar: sono rotonde e bucherellate, hanno bordi definiti e sono simili alle cicatrici della varicella. Si formano quando l'infiammazione distrugge il collagene che fa da supporto strutturale alla pelle, che di conseguenza sprofonda.
  • Cicatrici cheloidi: sono in rilievo e vengono create da una sovrapproduzione di collagene durante il processo di guarigione della ferita. Sembrano protuberanze sollevate e possono estendersi oltre l'area della ferita originale.
  • Iperpigmentazioni post-infiammatorie: oltre alle cicatrici, le lesioni ed infiammazioni dovute all'acne possono anche causare un aumento della produzione di pigmenti. L’insorgenza di questo tipo di macchie è più comune nelle persone con la carnagione olivastra o bruna, queste macchie pigmentate si verificano quando l'irritazione della pelle innesca la produzione di melanina in eccesso, sono piatte e possono essere rosse, viola, marroni o nere.
rimedi e cause cicatrici acne

Quali sono i trattamenti più efficaci per le cicatrici da acne?

Normalmente, una persona potrebbe sviluppare più tipi di esiti cicatriziali allo stesso tempo, difficilmente noterà un’unica tipologia di cicatrice da acne, perció la cosa migliore da fare è sempre quella di affidarsi a uno specialista in dermatologia che possa effettuare un check up cutaneo e una valutazione della tipologia e del grado di queste lesioni. Spesso la terapia può prevedere la combinazione di diverse tecniche, proprio per far fronte ai diversi tipi di cicatrici coesistenti. L’ideale sarebbe cercare sempre di prevenire il più possibile il formarsi di queste cicatrici quando l’acne è ancora in fase attiva, chiedendo la consulenza di un dermatologo che possa suggerire il piano d’azione più adatto per ogni circostanza e che prevede magari l’associazione di tecniche diverse.

I metodi di trattamento utilizzati possono essere sia chirurgici che non chirurgici, vediamo prima i dettagli di questa prima categoria:

  • Punch grafting (chirurgico):è un procedura chirurgica che prevede il sollevamento chirurgico della cicatrice. Il dermatologo utilizza uno strumento affilato per perforare una cicatrice e rimuoverla; il foro viene quindi chiuso utilizzando suture molto sottili. Funziona meglio per cicatrici di tipo “ice pick” e “boxcar”. Dopo la procedura rimane una piccola cicatrice dalla forma lineare e sottile, che sarà comunque molto più piccola e meno evidente di quella rimossa, infatti viene utilizzata soprattutto per cicatrici che abbiano una dimensione che va dai 3 ai 7 mm. Il risultato è visibile dopo almeno 6 mesi dall’intervento. Durante il post operatorio potrebbe essere necessario indossare un cerotto che aiuti la guarigione o altri prodotti specifici consigliati dal proprio specialista.
  • Subcision (chirurgico): o chirurgia subcisionale è un intervento chirurgico sì, ma è mini invasivo. Con questa tecnica si rompono le fasce di tessuto fibroso presenti sotto la superficie della pella usando un ago o una cannula a punta smussata, consentendo all'area dove si trova il tessuto cicatriziale di sollevarsi. Viene eseguito in anestesia locale e richiede 30-60 minuti per sessione. Si consiglia di trattare una o due aree alla volta per ridurre al minimo gli effetti collaterali come gonfiore, lividi e sensibilità. I vantaggi dell’intervento sono immediati, ma i migliori risultati si ottengono quando la procedura viene ripetuta ogni 6-9 mesi fino alla completa risoluzione del problema.
  • Microneedling (non chirurgico): con questa procedura si utilizzano piccoli aghi per perforare lo strato superiore della pelle così da innescare la naturale risposta di guarigione delle ferite, portando a un incremento della produzione di nuovo collagene ed elastina. Il trattamento può essere eseguito con un dermaroller o un dispositivo automatizzato come il Dermapen, che contiene cartucce di aghi sterili monouso. Le dimensioni degli aghi sono vari e penetrano a una profondità che può andare da 0,5 mm a 2,5 mm, perció il trattamento può essere personalizzabile. Il numero di sessioni necessarie varia a seconda delle dimensioni delle cicatrici e della loro profondità, ma devono essere distanziate di almeno 4 mesi una dall’altra (senza però superare i 6 mesi). Il microneedling può essere associato con il PRP (o plasma ricco in piastrine) per realizzare il cosiddetto Vampire Lifting, una procedura che permette allo stesso tempo di uniformare la texture della pelle e ridurre i segni dell’invecchiamento, ma che in alcuni Paesi ha suscitato dubbi e polemiche sulla sua sicurezza ed efficacia.
  • Laser (non chirurgico): questo tipo di trattamento migliora il tono e la consistenza della pelle, provocando microdanni nella pelle e innescando una risposta di guarigione rigenerativa nell’epidermide. Esistono due tipi di laser: quelli ablativi rimuovono lo strato superficiale della pelle, mentre i laser non ablativi lo lasciano intatto e mirano allo strato inferiore. Un trattamento laser ablativo produrrà risultati più significativi, ma comporterà anche tempi di guarigione e di ripresa più lunghi. I dispositivi utilizzabili per questo tipo di trattamento sono moltissimi, alcuni dei più diffusi sono il laser CO2 e il laser Nd:YAG, ma sarà lo specialista a stabilire qual è il dispositivo che offre le prestazioni migliori a seconda delle specifiche caratteristiche di ogni caso. A prescindere dal laser utilizzato, saranno necessarie diverse sessioni e spesso sarà preferibile abbinare il laser anche a un altro trattamento.
  • Filler (non chirurgico): i prodotti dermici e iniettabili possono camuffare le cicatrici da acne atrofiche riempiendo le depressioni create dalla perdita di collagene e grasso innescata da queste lesioni. Sono l’uso dei filler viene combinato con la subcision sottocutanea, poiché la stragrande maggioranza delle cicatrici acneiche sono atrofiche. Oltre ai noti filler a base di acido ialuronico sono disponibili anche altri prodotti riempitivi che contengono una resina chiamata polimetilmetacrilato (PMMA) e collagene bovino, che oltre a portare a un aumento di volume immediato aiutano anche ad aumentare la produzione di collagene. Con i prodotti a base di PMMA (come ad esempio il filler della marca Bellafill) i risultati possono durare anche fino a 5 anni, a differenza dell’acido ialuronico che normalmente ha una durata di massimo 12-18 mesi.
  • Peeling (non chirurgico): i peeling chimici migliorano l'aspetto delle cicatrici rimuovendo le cellule cutanee morte, consentendo alla pelle sana e rinnovata di crescere al suo posto. I migliori per gli esiti cicatriziali dell’acne sono quelli medi e profondi, poiché penetrano sia negli strati superficiali che in quelli inferiori del derma. I più utilizzati sono in genere i peeling contenenti acido tricloracetico (TCA) o fenolo e i peeling di Jessner. Il recupero è immediato, ma dopo un peeling la pelle inizierà un processo di desquamazione essenziale per il suo rinnovamento, nel caso dei peeling profondi questo periodo durerà più a lungo, ma in genere non si superano le 2 settimane, al termine delle quali la pelle sarà più luminosa e levigata. I risultati continueranno poi a migliorare nei successivi 3 mesi. Molto probabilmente sarà necessario effettuare più sedute di peeling o adottare un approccio combinato per ottenere i migliori risultati.

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