Radiofrequenza

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Cos'è la radiofrequenza?

Radiofrequenza in medicina

*Video ceduto dalla Dott.ssa Leda Moro

La radiofrequenza è considerata una biostimolazione fisica della radiazione elettromagnetica che, a frequenze comprese tra 300 MHz e 3 kHz, produce energia, entra nella pelle e viene assorbita per poi essere trasformata in calore. Quando il calore prodotto raggiunge una temperatura compresa tra i 40-45 gradi Celsius, si ottiene la produzione di nuove fibre di collagene da parte dei fibroblasti, migliorando l'elasticità e la tonicità della pelle.

Ci sono diversi dispositivi sul mercato, come ad esempio:

  • Thermage
  • Pelleve
  • Exilis
  • SR Aurora
  • Polaris WR
  • Aluma
  • Accent

Ciascuno ha proprietà e caratteristiche specifiche e sono divisi in 3 categorie a seconda del loro meccanismo di distribuzione elettrica:

  • Radiofrequenza monopolare o unipolare: è stata la prima tecnica ad essere utilizzata per tonificare la pelle e stimolarne il ringiovanimento. Questo sistema emette un flusso di energia che va da un elettrodo o un polo che è in contatto con la pelle tramite una placca che viene messa a terra sulla quale si trova l’altro polo. L'energia fluisce da un punto all'altro, producendo la maggior parte del calore in corrispondenza del polo che è attivo, e molto poco in quello vicino alla placca che si trova a terra.
  • Radiofrequenza bipolare: utilizza due elettrodi o poli attivi che si trovano a una distanza specifica. Entrambi sono in contatto con la pelle e producono un'energia alternata, che va da un polo all'altro producendo calore.
  • Radiofrequenza multipolare: utilizza elettrodi o poli multipli, che generano una distribuzione di energia trasversale, producendo così più calore intenso e selettivo che permette di lavorare più specificamente sulla zona che è all'interno dei poli.

Attualmente si parla anche  di radiofrequenza frazionale - come per esempio l'apparecchio Fixer - che utilizza un meccanismo simile a quello già spiegato, con la differenza che viene associato all'uso di microaghi, che creano piccole inserzioni nella pelle che permettono all'energia emessa dalla radiofrequenza di penetrare in modo più preciso.

Il Dott. Cesare Giampietro chiarisce che, generalmente, è consigliabile eseguire da 6 a 8 sedute della durata di circa 20-30 minuti: le prime 3 con cadenza settimanale, mentre le successive a cadenza bisettimanale.

Come funziona e quali effetti ha sulla pelle?

Radiofrequenza viso

*Immagine ceduta dal Centro Medico Laser

Le radio frequenze sono state utilizzate in chirurgia fin dal 1920, al fine di produrre la coagulazione dei vasi sanguigni e prevenire il sanguinamento. Anni dopo, si è scoperto che la trasmissione di energia e calore ha la capacità di generare la produzione di nuove fibre di collagene. Per questo motivo, oggi, la radiofrequenza ha ampliato i suoi usi, e ha guadagnato terreno nel campo della Medicina Estetica per migliorare il rilassamento cutaneo e le rughe.

Fino a pochi anni fa per eliminare cedimenti, cellulite e rughe della pelle era necessario sottoporsi a interventi chirurgici spesso dolorosi, prolungati e che avevano bisogno di un periodo di recupero lungo. Dal momento in cui, nel 2002, la FDA ha dato la sua approvazione per l'uso di questa tecnologia in medicina estetica, sono stati creati numerosi dispositivi a radiofrequenza utilizzati in trattamenti di bellezza e che rappresentano una alternativa per chi non volesse sottoporsi a un intervento chirurgico. Secondo alcuni studi, attualmente solo il 5% dei pazienti sceglie la chirurgia convenzionale contro una non invasiva come la radiofrequenza, a differenza di indagini condotte nel 2012, in cui questa cifra corrispondeva al 30% dei trattamenti.

Come conseguenza del calore prodotto, le fibre di collagene vengono accorciate e contratte, causando l’effetto di tensione e tonificazione visibile dopo il trattamento. Nel corso delle sessioni - realizzate in base al numero di sedute indicate dallo specialista - i fibroblasti genereranno nuove fibre di collagene, aiutando a donare un effetto di rigenerazione prolungato.

Nelle cellule adipose (adipociti), il calore generato dalla radiofrequenza fa si che queste accelerino il loro metabolismo, favorendo la loro distruzione e migliorando quindi l'aspetto della cellulite. Inoltre, aiuta a migliorare sia la circolazione del sangue che il drenaggio linfatico, riducendo l'effetto della pelle a buccia d'arancia.

Come spiega anche il Dott. Andrea Mandalari, la radiofrequenza ha quindi lo scopo di migliorare:

  • Flaccidità della pelle
  • Rughe
  • Cicatrici
  • Cellulite
  • Circolazione

Per chi è indicata la radiofrequenza?

Radiofrequenza braccia

*Immagine ceduta dal Dott. Giulio Maria Maggi

Questo trattamento può essere eseguito su un ampio spettro di persone con tutti i tipi di pelle che presentano segni di rilassamento cutaneo, sia sul viso (palpebre, contorno occhi, guance) che su qualsiasi parte del corpo (collo, petto, braccia, glutei, addome o gambe).

È usato anche per trattare il rimodellamento del corpo, quando è necessario ridurre le adiposità localizzate o migliorare le aree affette da cellulite.

La radiofrequenza può essere usato da sola oppure anche in combinazione con altre tecniche di Medicina Estetica.

Esistono anche dei dispositivi che sfruttano la radiofrequenza per il ringiovanimento vaginale per correggere la lassità della pelle o delle mucose della zona genitale, in particolare dopo il parto (previa indicazione del ginecologo). Può essere utilizzato in persone con lieve incontinenza urinaria per migliorare il tono della pelle e contribuire a ridurre il disagio.

Il Dott. Cesare Giampietro afferma che la radiofrequenza può essere fatta già a partire dai 18 anni, ma la maggior parte dei pazienti che la richiedono hanno un'età compresa tra i 35 e i 60 anni.

Bibliografia

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