Navigazione

  • Introduzione
  • Che cos’è la Mastoplastica additiva?
  • Chi può fare un’operazione?
  • Come posso scegliere il mio chirurgo?
  • Cosa aspettarsi dalla prima visita
  • I tipi di protesi mammarie
  • Dimensione giusta delle mie protesi
  • Protesi rotonde o anatomiche?
  • Profilo e proiezione
  • Texture delle protesi mammarie
  • Le marche delle protesi più usate in Italia
  • Tecniche per la mastoplastica additiva
  • Tipi di incisione per l’aumento del seno
  • Come prepararsi il giorno dell’intervento?
  • Quanto dura il recupero post operatorio?
  • Risultati
  • Quanto tempo durano i risultati?
  • Come prendersi cura delle cicatrici
  • Effetti collaterali
  • Esiste il rischio di linfoma?
  • Domande frequenti
  • Testimonianze
  • Bibliografia

L’aumento del volume del seno, è uno degli interventi di Chirurgia Estetica più richiesti, sia in Italia che nel mondo. Infatti, secondo le statistiche pubblicate dall’International Society of Aesthetic Plastic Surgery (ISAPS) nel 2016 più di 47 mila persone si sono sottoposte a questo intervento.

*Video ceduto dal Dott. Migliori
Che cos’è la mastoplastica additiva?
*Immagine ceduta dal Dott. Marco Gerardi

Che cos’è la mastoplastica additiva?

L’operazione di aumento mammario - tecnicamente detta mastoplastica additiva - è un procedimento chirurgico, quindi invasivo, che ha come obiettivo quello di modificare la dimensione e migliorare la forma del seno femminile. I motivi per cui una donna può arrivare a questa decisione sono molteplici e diversi tra loro: si può intervenire per migliorare la propria silhouette e sentirsi più sicure di sé, può servire per correggere cambi di forma o volume dovuti a una gravidanza, per armonizzare una differenza di dimensione tra le due mammelle oppure può avere il fine di ricostruire il seno dopo una mastectomia.

“Il seno è l'emblema quasi ancestrale della femminilità, una parte del corpo della donna che riveste un'importanza notevole nell'idea che la paziente ha di sé. Progettare un intervento di mastoplastica comporta conoscere a fondo il proprio corpo e i propri desideri, proiettare la propria immagine mentale ed accettare il cambiamento” affermano gli specialisti del centro Medical Institute.

Esistono diverse tecniche per realizzare l’aumento del seno, che può essere eseguito tramite l’inserimento di protesi realizzate o in gel di silicone o in soluzione fisiologica, oppure tramite il trasferimento di grasso autologo.

Chi può fare un’operazione di aumento del seno?
*Immagine ceduta dal Dott. Marco Sanna

Chi può fare un’operazione di aumento del seno?

Le linee guida dell’ISAPS ci ricordano che un intervento di chirurgia estetica è spesso il frutto di una scelta personale e non di una necessità medica, per questo è quindi importante accertarsi di essere una buona candidata per affrontare l’intervento in sicurezza.

In generale la paziente candidata a una mastoplastica additiva deve trovarsi in uno stato di buona salute (non soffrire di patologie cardiovascolari, polmonari o neurologiche), sia dal punto di vista fisico che psicologico. Questo secondo aspetto non è da sottovalutare, perchè quando si tratta di interventi estetici è fondamentale essere realistici rispetto alle proprie aspettative e sicuri emotivamente.

Un’altro aspetto da valutare è quello del peso, che deve essere stabile e corrispondere a un indice di massa corporea normopeso. Per le pazienti fumatrici, è raccomandabile smettere di fumare, così da non compromettere il processo di guarigione. L’età, invece, non rappresenta un ostacolo, sempre che si tratti di pazienti maggiorenni, infatti non è possibile per legge eseguire questo tipo di intervento in pazienti minorenni, neanche con il consenso dei genitori, a meno che non si riscontrino patologie o malformazioni (come il seno tuberoso, per esempio) che giustifichino l’intervento chirurgico.

In ogni caso chi valuta se la paziente può essere una candidata a questa operazione è il medico specialista, che dopo aver realizzato i dovuti esami clinici deciderà come e se operare.

Come posso scegliere il mio chirurgo?
*Immagine ceduta dal Dott. Marco Gerardi

Come posso scegliere il mio chirurgo?

La scelta del chirurgo è forse uno degli elementi percepiti come più difficili da chi decide di realizzare un aumento del seno. Un buon punto di partenza è accertarsi che il medico scelto sia uno specialista accreditato e regolarmente iscritto all’albo, un controllo che può essere facilmente effettuato anche attraverso il portale di ricerca online messo a disposizione dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi (FNOMCeO).

Il Dott. Marco Gasparotti, specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, ci suggerisce i tre criteri principali da seguire durante questa delicata scelta:

  • come abbiamo già detto la cosa più importante è essere sicuri di affidarsi a un medico chirurgo iscritto all’Ordine dei medici;
  • non tutti i chirurghi però sono in grado di eseguire interventi estetici rispettando la salute e l’armonia del corpo, per questo bisogna assicurarsi che si tratti di un medico specializzato in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva controllando che sia iscritto alla Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica (SICPRE);
  • un dato meno oggettivo ma non per questo meno importante è quello dell’empatia, il rapporto di successo tra medico e paziente è infatti sempre basato sulla fiducia.
Cosa aspettarsi dalla prima visita con il chirurgo
*Immagine ceduta dal Dott. Ferdinando Rossano

Cosa aspettarsi dalla prima visita con il chirurgo

La prima visita consente alla paziente di spiegare i propri obiettivi al chirurgo, che potrà così iniziare a capire i suoi desideri e allo stesso tempo valutare l’entità e il grado del difetto che si vuole correggere, nonché lo stato di salute e lo stile di vita della paziente, come spiegano gli specialisti del centro medico Humanitas.

Il chirurgo plastico esaminerà la morfologia e la dimensione del seno e la tonicità della pelle e chiederà di eseguire alcuni esami preliminari come mammografia, elettrocardiogramma e analisi del sangue per conoscere il livello di coagulazione.

Una volta che il medico avrà il quadro completo della situazione di partenza della paziente potrà illustrare le varie tecniche operatorie, protesi e procedure più indicate a ciascun caso particolare. Verranno spiegati anche il tipo di anestesia richiesta, se generale o locale, necessità e durata del ricovero e anche i costi dell’operazione. Tutte le aspettative e i desideri devono essere espressi in maniera chiara e sincera dalla paziente, così che anche il medico possa confrontare queste aspettative con i risultati realistici che si potranno ottenere, e anche con gli eventuali rischi o limitazioni.

*Video ceduto dal Dott. Lauro

I tipi di protesi mammarie

Esistono diverse tipologie di protesi mammarie, che variano sia per composizione che per dimensione, forma (rotonde o anatomiche) e consistenza (lisce o ruvide).

Qui di seguito riportiamo i principali tipi di protesi secondo il materiale in cui possono essere realizzate:

  • Protesi in soluzione salina: l’involucro esterno è in gomma al silicone, mentre l’interno è composto da soluzione salina. Nel caso in cui dovessero prodursi delle perdite di questa soluzione il corpo potrà assorbirla e eliminarla in maniera naturale.
  • Protesi in gel di silicone coesivo: sono le protesi più utilizzate perché considerate quelle che si assomigliano maggiormente al tessuto mammario e che possono quindi donare un aspetto naturale.
  • Protesi B-Lite: sono le protesi più leggere disponibili e si tratta di un prodotto nuovo nel panorama della chirurgia estetica. Sono realizzate sempre in gel di silicone coesivo però hanno la particolarità di pesare fino al 30% in meno rispetto alle protesi tradizionali.
*Video ceduto dal Dott.Luca Cravero

Come scegliere la dimensione giusta delle mie protesi?

Sia che l’aumento del seno avvenga con protesi che con grasso autologo la quantità da aggiungere verrà misurata in centimetri cubici (CC) e partono dai 150 fino ai 600 cc. Per quanto possa sembrare strano la quantità non è un parametro fisso e oggettivo per tutte le pazienti, infatti protesi delle stesse dimensioni inserite su pazienti diverse non daranno lo stesso risultato. Questo perché il calcolo della dimensione delle protesi deriva da un proporzione tra diversi fattori, come spiega anche il Dott. Nunziata. Questi fattori sono:

  • Altezza
  • Peso
  • Dimensione del torace
  • Diametro della ghiandola mammaria

Durante la visita il medico suggerirà la dimensione degli impianti più adatti in base alle proporzioni individuali della paziente, così da ottenere un risultato che sia equilibrato rispetto alle proprie aspettative e conformazione fisica.

Gli strumenti a cui si può ricorrere per dare una previsione della proporzione e dimensione che si raggiungeranno sono i software digitali di immagini e i reggiseni con protesi di prova, confrontando così protesi di differenti cc sulla stessa paziente.

Consiglio: il Dott. Nunziata suggerisce un metodo fai da te per avere un’idea prima della visita vera e propria. Riempi un calzino con del riso, considerando che 100 cc equivalgono a 100 gr, e provalo inserendolo nel reggiseno come se fosse una protesi per vedere come ti piaci di più.

*Video ceduto dal Dott. Alessandro Morelli Coghi

Protesi rotonde o anatomiche: quali scegliere?

Uno dei dubbi più frequenti nella scelta delle protesi, oltre alla dimensione, riguarda la forma e quale sia meglio scegliere per avere un effetto naturale. Il Dott. Ioppolo ci aiuta a capire meglio la differenza tra queste due tipologie di protesi:

  • Le protesi rotonde apportano un aumento sia nella parte superiore che quella inferiore della mammella perché distribuiscono il volume in modo radiale.
  • Le protesi anatomiche, chiamate anche a goccia, apportano invece un aumento maggiore nella parte inferiore della mammella perché distribuiscono il volume in modo asimmetrico.

Come per la scelta della dimensione delle protesi, anche qui bisogna sempre tenere conto della forma del seno della paziente e dell’obiettivo che aspira a raggiungere attraverso l’intervento.

“Non esiste una protesi migliore di un altra, esiste una protesi migliore per ogni paziente” spiega il Dott. Ioppolo.

Che cosa sono il profilo e la proiezione e perché sono importanti

Ecco un altro aspetto di grande rilevanza nella pianificazione di un aumento del seno. La naturalezza e la sensazione di un seno più grande vengono determinate, infatti, in gran parte dalla proiezione delle protesi.

I due termini stessi ci spiegano il loro significato dal momento che indicano il grado di proiezione, appunto, della protesi rispetto al torace e quindi come il seno apparirà visto di profilo.

I profili o proiezioni si misurano in gradi ed esistono dai 3 ai 5 gradi per ciascun tipo di protesi. Maggiore è il grado del profilo e maggiore sarà la sensazione di avere un seno grande, perché uscirà di più dal torace e sarà più vistoso.

Il grado di proiezione si aggiunge a quello già presente prima dell’operazione. Per l’aumento del seno, di solito, si applica un profilo alto (tra 3 e 4) o extra-alto (obbligatorio per le donne che partono da una quasi assenza di seno). Il profilo medio è consigliato, in genere, per quelle pazienti che chiedono un aumento leggero.

Texture delle protesi mammarie

Texture delle protesi mammarie

La superficie delle protesi può essere liscia o testurizzata, quest’ultima risulta leggermente ruvida o dall’apparenza simile alla carta vetrata.

Vediamo quali sono le differenze tra le due protesi, grazie alle informazioni fornite dal Dott. Gianfranco Romeo:

  • protesi lisce: il vantaggio di queste protesi è che al tatto danno una sensazione più naturale, per via del loro sottile strato esterno. Inoltre sono più mobili, quindi seguono i movimenti del corpo in modo più naturale. Tuttavia, proprio il fatto che siano più mobili può essere più facilmente causa di contrattura capsulare*.
  • protesi ruvide (dette anche testurizzate): la loro copertura è stata studiata per aderire maggiormente ai tessuti che la circondano e per questo permettono di ridurre il rischio di contrattura capsulare. Vengono in genere preferite quando l’incisione è sopra il muscolo. Le protesi a goccia, o anatomiche, sono sempre ruvide.

*La contrattura capsulare, o incapsulamento, si produce quando il tessuto cicatriziale che circonda la protesi cresce e opprime la protesi, causando un indurimento del seno. Nonostante si affermi generalmente che le protesi ruvide riducano il rischio di questa complicazione, ciò non è stato ancora confermato scientificamente in maniera conclusiva dagli studi effettuati.

Le marche delle protesi più usate in Italia

Qui di seguito potete trovare un elenco delle principali marche di protesi al seno disponibili in Italia, approvate dalle direttive stabilite dagli organi di controllo dell’Unione Europea e che dispongono quindi della certificazione CE:

Questi sono i requisiti che devono avere le protesi per poter essere considerate tra le migliori:

  • devono rispondere ai requisiti di qualità e sicurezza stabiliti sia dai paesi di produzione che di circolazione, come l’Agenzia Europea del Farmaco o la statunitense Food and Drug Administration;
  • devono avere una lunga presenza sul mercato e la loro qualità deve essere stata comprovata nel tempo e approvata dai migliori chirurghi plastici;
  • devono essere state sottoposte a test di laboratorio per verificare che non abbiano presentato complicazioni gravi durante il loro uso;
  • l’impresa o il laboratorio che le produce deve disporre di un servizio di garanzia e post vendita;
  • le informazioni dettagliate riguardo il prodotto e le sue caratteristiche devono essere disponibili tramite internet o cataloghi informativi.

Ergonomix, le protesi con il microchip

Queste particolari protesi, introdotte dalla marca Motiva da un paio di anni, si distinguono dalle altre perché al loro interno è stato collocato un microchip di identificazione, che può essere letto tramite un semplice scanner esterno. In questo modo, la fabbrica di produzione, i medici che la utilizzano e anche le pazienti possono conoscere facilmente tutte le caratteristiche specifiche del prodotto, come numero di serie, luogo e data di fabbricazione, numero di lotto e molto altro.

Tecniche per la mastoplastica additiva
*Immagine ceduta dal Dott. Rodolfo Eccellente

Tecniche per la mastoplastica additiva

Come abbiamo visto, l’aumento del seno può essere realizzato con protesi mammarie di silicone o soluzione salina, rotonde o anatomiche, di diverse dimensioni e consistenze. Ma un aspetto che ancora non abbiamo analizzato è quello della posizione in cui queste possono essere inserite.

Durante una mastoplastica le protesi possono essere collocate sopra, sotto o in una posizione intermedia rispetto al muscolo pettorale.

  • Sottoghiandolare: il grande vantaggio di questa tecnica è che il decorso post operatorio è più rapido. Inoltre, posizionando qui la protesi si avrà un controllo ottimale sulla forma che la mammella andrà ad acquisire, che non subirà variazioni durante la contrazione del muscolo pettorale. Tuttavia, c’è un rischio maggiore di contrattura capsulare e in alcune pazienti (con protesi grandi o con pelle molto sottile) l’impianto potrebbe essere più visibile.
  • Sottomuscolare: posizionando la protesi sotto il muscolo, il decorso post operatorio sarà più lungo rispetto alla tecnica precedente. In compenso però la percezione visiva e tattile dei margini delle protesi sarà ridotta, motivo per cui questa tecnica è più consigliabile per le pazienti che hanno la pelle sottile.
  • Dual Plane: è il metodo più complesso tra i tre utilizzati. Durante l’operazione chirurgica si crea una tasca sottomuscolare e si va a dissezionare la parte situata tra il muscolo e la ghiandola, dove verrà inserita la protesi. Questo procedimento garantisce una copertura ottimale della protesi, a vantaggio soprattutto della parte superiore del seno.
    *Informazioni fornite dal Dott. Ferdinando Rossano.

Oltre alle protesi, è anche possibile aumentare il seno trasferendo il grasso corporeo della paziente stessa tramite lipofilling. Durante questa procedura il grasso prelevato da zone come fianchi, glutei o gambe viene purificato mediante una centrifuga e iniettato nella zona desiderata. Si tratta di un intervento dove, come spiega la Dott.ssa de Angelis, non ci sono cicatrici e i tempi di recupero sono più rapidi, però non permette di raggiungere grandi volumi in una sola seduta.

Tipi di incisione per l’aumento del seno

  • Ascellare: l’incisione ascellare si usa principalmente per inserire protesi in posizione sottomuscolare. Questa incisione può comportare un maggiore rischio di dislocamento della protesi verso l’alto e formazione di ematomi. Potrebbe rimanere una cicatrice visibile nel cavo ascellare.
  • Sottomammaria: è la scelta più diffusa, utilizzata sia per il posizionamento sottoghiandolare che sottomuscolare. La cicatrice si formerà al di sotto del seno stesso, riducendone così l’esposizione e potendo essere anche nascosta dal reggiseno.
  • Periareolare: in questo caso si incide il perimetro della metà inferiore dell’areola o della metà interna. Anche con questa tecnica la protesi potrà inserirsi sia sotto la ghiandola che sotto il muscolo. La cicatrice risulterà meno visibile che nei precedenti casi, perché collocata nel punto di cambio di colore dell’areola.
  • Transareolare: è un’incisione che divide il capezzolo attraversando orizzontalmente l’areola. La cicatrice è poco visibile, ma questa tecnica non viene utilizzata spesso perché può comportare potenziali rischi dovuti all’incisione del capezzolo.
  • Transombelicale (o periombelicale): è la tecnica meno utilizzata e si realizza attraverso l’ombelico, per cui l’incisione non sarà visibile. Una volta che la protesi viene collocata nel posto d’interesse questa si riempirà con una soluzione salina.

*Informazioni fornite dal Dott. Ferdinando Rossano.

*Video ceduto dal Dott. Macrino

Come prepararsi il giorno dell’intervento?

Il giorno precedente all’intervento è importante tanto quanto il giorno dell’operazione stessa. Il tuo chirurgo plastico ti darà istruzioni precise riguardo a quello che potrai o non potrai assumere, includendo alimenti, liquidi, tabacco ma anche medicinali, vitamine o integratori.

Il Dott. Cristiano Biagi consiglia, per esempio, di cenare presto e con un pasto leggero la sera prima dell’intervento, nel caso fosse previsto per il mattino. Non bere per almeno 6 ore prima dell’operazione ed evitare di assumere aspirina o i suoi derivati per i 10 giorni precedenti.

Ti consigliamo inoltre di non andare da sola il giorno dell’operazione, è sempre meglio andare con un parente o un amico, sia per sentirsi più tranquille prima di entrare in sala operatoria che per assicurarsi di avere qualcuno che ti possa aiutare nel caso ne avessi bisogno una volta terminato l’intervento.

Quando tutto sarà pronto, il tuo medico e la sua equipe seguiranno il piano che avrete stabilito insieme durante le visite. Un volta terminata l’operazione - che in media richiede da 1 a 3 ore - verrai trasferita dalla sala operatoria a un’area di riposo per l’osservazione. A meno che il medico che ti ha operata non ritenga opportuno diversamente, potrai tornare a casa il giorno stesso o quello successivo, con i tuoi bendaggi e il reggiseno specifico per il post-operatorio.

*Video ceduto dal Smeraglia Estetical & Light Surgery

Quanto dura il recupero post operatorio?

“I tempi di recupero da un intervento di mastoplastica additiva sono molto soggettivi da paziente a paziente”, spiega il Dott. Gianluca Campiglio, e ci rassicura affermando che il ricovero in clinica è normalmente di una sola giornata mentre sono necessari tra i 3 e i 7 giorni per ritornare all’attività quotidiana, dopo 5 giorni sarà per esempio possibile fare la doccia con tranquillità.

Per non compromettere i risultati dell’operazione, è indispensabile non fare sforzi con le braccia, come sollevare oggetti pesanti o prendere in braccia un bambino. Per questo tipo di sforzi dovranno passare almeno 15-21 giorni, dato che la contrazione del muscolo pettorale potrebbe causare uno spostamento della protesi. Dopo le prime 2 settimane sarà anche possibile tornare in palestra o in piscina, facendo attenzione a non svolgere esercizi che coinvolgano le braccia e i pettorali per almeno un mese.

Una regola valida per tutte le pazienti durante il post operatorio è quella di utilizzare un reggiseno contenitivo elastico per un mese dopo l’intervento.

Consiglio: spesso le mamme che desiderano fare un aumento del seno sono spaventate dall’idea di non poter seguire come prima i propri figli durante la fase post operatoria. In una sessione di domande e risposte, il Dott. Massimo Re, suggerisce di aspettare solo qualche giorno e poi di prendere in braccia il proprio figlio da sedute, appoggiando il bambino sulle gambe così da ridurre lo sforzo senza dover rinunciare a prendervi cura dei vostri bimbi.

Risultati mastoplastica additiva
*Immagine ceduta dal Dott. Egidio Riggio

Risultati

I risultati della mastoplastica additiva possono essere subito apprezzati dalla paziente, donandole immediatamente maggiore autostima e sicurezza. Tuttavia, dopo l’intervento sarà presente un gonfiore che durerà per qualche mese, quindi il risultato definitivo sarà pienamente evidente dopo circa 6 mesi, come spiegato anche nel prospetto informativo consultabile nel sito della SICPRE.

Per avere un risultato naturale, spesso desiderato sia dalla paziente che dal chirurgo che opera, si deve considerare la proporzione tra le dimensioni di partenza del seno e la struttura fisica generale della donna. Nelle donne magre e con seno poco sviluppato questo sarà più difficile, ma non per questo impossibile.

*Video ceduto dalla Dott.ssa Bona

Quanto tempo durano i risultati?

Il risultato ottenuto con una mastoplastica additiva si considera definitivo e permanente, questo significa che la forma e dimensione del seno rimarrà più o meno invariata.

Non si deve, però, escludere la possibilità che, con il passare degli anni, invecchiamento e variazioni di peso e forma fisica possano comunque influire sulla forma e dimensione del seno che, sotto l’influenza di questi fattori, potrebbe subire dei cambiamenti. Inoltre, come spiegato nel prospetto della SICPRE, anche le protesi stesse, nel corso del tempo, potrebbero essere soggette ad alterazioni o rotture. Motivo per cui si raccomanda di effettuare visite di controllo annuali a scopo preventivo.

Attualmente non si considera più indispensabile sostituire le protesi dopo un certo numero di anni. Infatti, “le protesi possono durare anche più di 20 anni”, rassicura il Dott. Andrea Bitonti, e spiega che queste vanno sostituite solo nel caso in cui si notasse un peggioramento estetico o in caso di contrattura capsulare.

Come prendersi cura delle cicatrici

Dopo l’operazione di mastoplastica additiva, il chirurgo indicherà alla paziente come prendersi cura delle cicatrici in modo che possano diventare meno visibili possibile. L’aspetto delle cicatrici cambia con il passare del tempo, e il loro processo di guarigione dipende dalla reattività cutanea individuale di ciascuna paziente.

Le cicatrici si troveranno in corrispondenza dei punti di incisione e possono essere di dimensioni variabili, ma solitamente sono comprese tra i 3 e i 5 cm.

Le cicatrici sono permanenti, ma si possono seguire piccoli accorgimenti che, se applicati con costanza, possono aiutare ad ottenere migliori risultati:

  • assumere i farmaci prescritti dal medico
  • non assumere anticoagulanti durante i 15 giorni successivi all’intervento
  • non eseguire sforzi eccessivi, specialmente con le braccia
  • tenere i bendaggi e il reggiseno contenitivo durante tutto il tempo stabilito dal medico
  • non assumere tabacco o sostanze alcoliche
  • non togliere bendaggi o cerotti prima del tempo stabilito
  • dormire a pancia in su
  • applicare creme o prodotti che favoriscano la cicatrizzazione solo su consiglio del medico (per esempio con olio di rosa canina)
  • proteggere sempre le cicatrici dal sole e in caso di esposizione diretta applicare sempre la protezione solare totale
Quali sono i possibili rischi ed effetti collaterali?
*Immagine ceduta dal Dott. Cristiano Biagi

Quali sono i possibili rischi ed effetti collaterali?

Per quanto riguarda la mastoplastica, l’insorgenza di complicazioni gravi è statisticamente rara, come rassicura la SICPRE. Bisogna però ricordarsi che anche l’operazione di aumento del seno - come qualsiasi altra procedura chirurgica - può dare luogo a complicazioni anestesiologiche o post chirurgiche.

Tra gli effetti collaterali immediati e a breve termine si potrebbe verificare la comparsa di ematomi, sieromi, infezioni e alterazioni nella sensibilità del capezzolo, come ci spiega il Dott. Carlo Magliocca.

La complicazione più frequente, e che provoca maggiore preoccupazione nelle pazienti, è la contrattura capsulare. Questa può presentarsi come conseguenza di un’infezione, o può essere causata da una reazione dell’organismo che riconosce la protesi come corpo esterno facendo sì che il tessuto cicatriziale intorno alla protesi si contragga. L’incapsulamento può indurre un indurimento del seno e un malposizionamento della protesi, dovuti appunto dalla contrattura del muscolo pettorale. Spesso, richiede un secondo intervento chirurgico e la sostituzione delle protesi.

Un’altra possibile complicazione è la rottura delle protesi e la fuoriuscita del materiale di cui è composta. Si tratta di un’eventualità molto rara, che però crea molto timore nelle donne che realizzano una mastoplastica o che pensano di aumentare il loro seno. “La rottura di una protesi mammaria è spesso silente e deve essere sospettata ogni qual volta compaiono dolore, gonfiore, prurito, nodularità od arrossamenti intorno alla protesi, od una variazione di forma o di volume delle mammelle”, avverte il Dott. Magliocca. Per questa ragione si consiglia di monitorare lo stato delle protesi nel corso degli anni attraverso gli esami di routine raccomandati dallo specialista, come mammografia e risonanza magnetica.

Esiste il rischio di linfoma?

Esiste il rischio di linfoma?

Negli ultimi anni alcune pubblicazioni scientifiche hanno sollevato il dubbio di una possibile correlazione tra le protesi mammarie e una rara forma di linfoma a carico dei linfociti T del sistema immunitario, denominato Linfoma Anaplastico a Grandi Cellule (ALCL). In particolare la Food and Drug Administration statunitense ha sottolineato la possibilità di questa correlazione, per ulteriori informazioni è possibile consultare qui l’informe redatto dalla FDA.

Tuttavia, la SICPRE, attraverso un suo comunicato, ha tranquillizzato tutte le pazienti e future pazienti asserendo che “nessuna evidenza scientifica individua una relazione certa tra questo tumore e la presenza di protesi”. Il numero di casi evidenziato da queste ricerche è molto basso e non giustifica allarmismi - come segnala il Dott. Fabio Santanelli di Pompeo nel comunicato - infatti nel 2014 questo numero era a quota 173 in tutto il mondo, stando ai dati riferiti dal Scientific Committee on Emerging and Newly Identified Health Risks (S.C.E.N.I.H.R.).

Il Ministero della Salute ha rafforzato questo messaggio affermando che le “protesi mammarie continuano ad esser considerate sicure e non si ravvisano rischi per la salute”.

Dubbi e domande frequenti

*Video ceduto dalla Dr.ssa Maria Luisa Pozzuoli

Quanto tempo durano le protesi al seno?

“Le protesi mammarie, attualmente, non hanno una scadenza e possono essere tenute a tempo indeterminato. Naturalmente, in caso di sopravvenute complicazioni o possibili inestetismi, che potrebbero comparire anche a distanza di tempo, la necessità di un ulteriore intervento è sempre considerabile”, Dott. Sergio Delfino.

Le protesi potrebbero rompersi?

“La rottura della protesi è evento assai raro se sono state utilizzate protesi di buona qualità. A conferma di ciò, è bene ricordare che alcune ditte, diffuse in tutto il mondo, garantiscono le protesi "a vita" nel senso che si impegnano a sostituire le protesi gratuitamente in caso di rottura”, Dott. Daniele Fasano.

Se voglio avere dei figli è meglio fare la mastoplastica prima o dopo la gravidanza?

“Ha poco senso aspettare una ipotetica gravidanza, che sempre più spesso, viene programmata ben oltre i 30 anni di età, per avere un seno bello e armonioso, e più o meno florido. Alla domanda se il risultato estetico viene compromesso da gravidanza ed allattamento preferisco dare due risposte. La prima è: generalmente il seno resta bello nonostante allattamenti, anche ripetuti. Può magari perdere un minimo di tonicità e volume (ma le protesi mantengono forma e volume di partenza). La seconda risposta è: il mantenimento del risultato è possibile solamente se si rispetta l'anatomia e la funzione della mammella durante la chirurgia”, Dott. Egidio Riggio.

Avrò delle cicatrici?

“Le protesi utilizzate nella mastoplastica additiva vengono inserite attraverso 3 possibili incisioni della pelle, localizzate in zone strategiche per renderle fin da subito nascoste: nel solco mammario, nel cavo ascellare o tra la cute bianca e la parte scura della regione areolare (emiperiareolare). La scelta della via di inserimento viene fatta dal chirurgo che, sentite le preferenze della paziente, valuterà se “passare” dall’areola, dal solco o dall’ascella in base alle dimensioni delle areole e delle protesi: protesi grandi non potranno facilmente essere inserite attraverso areole piccole, ma dovranno essere impiantate dal solco mammario o dall’ascella. Dopo pochi mesi dall’intervento, tutte le incisioni risulteranno pressoché invisibili”, Dott. Cristiano Biagi.

Quando potrò avere rapporti sessuali dopo un aumento del seno?

“Trascorsa la prima settimana dell'immediato post operatorio, non vi sono controindicazioni, a patto che non vi siano eccessive manipolazioni e/o maltrattamenti della zona in questione”, equipe medica del Centro Genesy.

Che tipo di reggiseno si deve utilizzare dopo la mastoplastica additiva?

“Non ha molta importanza il tipo di reggiseno, basta che sia contenitivo e tutto elastico: coppa e spalline. Il reggiseno serve per il comfort della paziente aiutando a sostenere nei primi tempi il seno e a fare compressione per facilitare il riassorbimento del gonfiore postoperatorio”, Dott. Peroni Ranchet.

Le protesi possono provocare il tumore al seno o rendono più difficile individuarlo e curarlo?

“Per chiarezza, le protesi al seno non provocano il cancro del seno e la mammografia è ugualmente efficace anche per le donne portatrici di protesi”, Dott. Vincenzo Del Gaudio.

Quando potrò tornare a lavoro dopo un aumento del seno?

“Solitamente si consiglia un periodo di riposo di almeno due settimane, tuttavia, va precisato che questo periodo non va inteso come riposo assoluto ma, piuttosto, come un graduale ritorno alle normali attività della vita quotidiana”, Dott. Pier Andrea Cicogna.

Quando mi potrò esporre al sole?

“Dovranno passare almeno 4 settimane dall'intervento così da non avere più lividi e gonfiore, si dovrà evitare il topless per almeno un anno, applicando sempre sopra alle cicatrici la protezione solare 50”, Dott. Cristiano Biagi.

L’aumento del seno è compatibile con sport e fitness? La forma della protesi influisce sullo svolgimento dell’attività fisica?

“Più che la forma della protesi dovrebbe essere valutato il tipo di impianto se sottoghiandolare o sottopettorale. Il rischio di rotazione dipende molto dalla casistica personale del chirurgo ed anche una protesi tonda sottopettorale potrebbe dislocarli, spostarsi, anziché ruotare. Molte mie paziente con protesi anatomiche, svolgono tante attività sportive non agonistiche. Infine la scelta tonda o anatomica va personalizzata e dipende da molti fattori soggettivi e obiettivi, ma ben poco con lo sport praticato”, Dott. Egidio Riggio.

Testimonianze


"Mi sono operata il 10 aprile, a distanza di quasi un mese posso dire che lo rifarei, anzi, probabilmente avrei dovuto farlo molto tempo fa! Partivo da una prima scarsa e ho inserito protesi da 380 cc extra proiezione, raggiungendo una (credo) quarta misura scarsa. Ora indosso il contenitivo solo di notte e uno più comodo e sportivo per il giorno, sento i punti tirare e il seno un po’ indolenzito, ma tutto molto sopportabile! Ho iniziato il massaggio delle cicatrici (le mie sono al di sotto del seno) e spero che si riducano sempre di più col tempo!"
Avena Milano (Città), Milano
"Ho sempre avuto un fisico esile e minuto e a complicare questo c'era l'assenza di un seno che faceva di me un'eterna bambina... non riempivo nemmeno una prima...dopo tante riflessioni decisi e scelsi di con chi operarmi... sono rimasta veramente soddisfatta del risultato, il mio seno finalmente c’era, anche se ancora piccolino dato che, purtroppo, non era possibile mettere una protesi più grande...da quel giorno mi sono sentita finalmente una Donna"
Manuela_Nana Reggio Emilia (Città), Reggio Emilia
"Che dire. Ho da sempre sognato un vero seno che potesse rispecchiare la mia femminilità. Finalmente a 27 anni ho realizzati il mio sogno è sono davvero felice e soddisfatta. Dopo tante ricerche ho trovati il mio angelo custode (il mio chirurgo)."
Sonia351 Roccapiemonte, Salerno
"Sono contentissima dell'intervento e mi sento più sicura di me, lo raccomando a tutte le donne che non sono contente del loro seno, perché le donne, se non stanno bene con se stesse"
Ana25 Pordenone (Città), Pordenone
"Dopo tanto tempo, sono riuscita a prendere coraggio e realizzate il mio sogno. Da quando ero ragazzina, ho sempre avuto il seno piccolo e questa cosa mi faceva stare male perchè mi sentivo a disagio. Ora posso dire che mi sento bene con me stessa e anche più donna e di questo sono molto contenta. La mia esperienza post operatoria e stata abbastanza positiva, solo i primi 3 giorni sono i più difficili poi dopo e tutta una discesa a oggi posso dire che se tornassi indietro lo rifarei altre 1000 volte ne vale la pena di soffrire un po' ragazze, se siete veramente motivate a farlo, fatelo e vi assicuro che non ve ne pentirete."
VittoriaVitiello Napoli (Città), Napoli
"Adesso che l'ho fatto mi sento di nuovo sicura di me, non ho più timore a spogliarmi di fronte a mio marito anche se lui diceva che per lui ero bella lo stesso. Io non mi accettavo più."
Giorgitas Padova (Città), Padova

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