Ilaria Berselli
Ilaria Berselli
Copywriter e redattrice con esperienza in giornalismo e comunicazione. I suoi articoli sono incentrati soprattutto su attualità, salute e benessere.
Creazione: 29 feb 2016 · Aggiornamento: 12 apr 2019

Informazione addizionale

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  • Introduzione
  • Che cos’è la rinoplastica?
  • Chi è candidato alla rinoplastica?
  • Come scelgo il chirurgo per la rinoplastica?
  • Come sarà la prima visita per la rinoplastica?
  • Come si svolge la rinoplastica?
  • Rinoplastica estetica o funzionale
  • Tecniche della rinoplastica
  • Esiste una alternativa meno invasiva della rinoplastica?
  • Come prepararsi il giorno dell’operazione?
  • Post operatorio e recupero dopo la rinoplastica
  • Risultati della rinoplastica
  • Rischi e complicanze della rinoplastica
  • Dubbi e domande frequenti
  • Testimonianze
  • Bibliografia

Introduzione

La rinoplastica è l’intervento di Chirurgia Plastica che permette di rimodellare la forma del naso. Si tratta di uno degli interventi estetici più richiesti in tutto il mondo. Infatti se guardiamo i dati raccolti dall’ISAPS nel 2016 possiamo vedere che in un solo anno sono stati eseguiti più di 780 mila interventi, di cui 30.855 soltanto in Italia.

*Video ceduto dal Dott. Carfagna

Rinoplastica risultati prima e dopo

*Immagine ceduta dal Dott. Campiglio

Che cos’è la rinoplastica?

La rinoplastica serve per rimodellare il naso, migliorando il suo aspetto estetico sia frontalmente che di profilo. Quando l'obiettivo dell’intervento chirurgico è quello di migliorare la funzionalità respiratoria si parla, invece, di settoplastica. Il termine rinosettoplastica indica, quindi, l’operazione che combina sia la finalità estetica che quella funzionale.

L’intervento di rinoplastica consente di rendere più armonioso il profilo e la morfologia del naso, e quindi anche del viso in generale, soprattutto se abbinata a mentoplastica o otoplastica (in questo caso si parlerà di profiloplastica). Le motivazioni che possono spingere una persona a sottoporsi a questo intervento possono essere diverse e includono:

  • ridurre le dimensioni di un naso troppo grande
  • eliminare la gobba sul dorso nasale
  • modificare la punta del naso
  • modificare il dorso del naso
  • restringere o rimpicciolire le narici
  • modificare gli angoli tra il naso e le labbra
  • modificare gli angoli tra la fronte e il naso

L’operazione consiste nel rimodellamento o nella riduzione della cartilagine o dello scheletro osseo e il risultato può variare da paziente a paziente in base alle caratteristiche sia delle ossa sottostanti che della cute esterna.

Per poter ottenere un risultato proporzionato ed armonioso - avvertono gli esperti SICPRE - è importante considerare il viso nella sua globalità, e non considerare il naso come un elemento singolo, per cui si sconsiglia al paziente di voler riprodurre un modello ideale di “naso perfetto” che non tenga conto del resto del volto.

*Video ceduto dal Dott. Meneghini

Chi è candidato alla rinoplastica?

La rinoplastica è indicata per quei pazienti che desiderano correggere le deformità congenite oppure acquisite a causa di traumi. Come qualsiasi altra operazione chirurgica, anche la rinoplastica deve essere eseguita su pazienti che godono di una buona salute fisica, perciò nel corso della prima visita il chirurgo potrebbe prescrivere al paziente di svolgere alcuni accertamenti per verificare eventuali fattori di rischio.

Non ci sono specifici limiti di età da rispettare, ma come sottolinea anche il Prof. Mario Dini, è importante attendere il completo sviluppo dei tessuti cartilaginei e delle ossa prima di intervenire. Se questo sviluppo è giunto al suo termine, sarà quindi possibile operare il naso anche a partire dai 16 anni (previo consenso dei genitori), ma come regola generale è preferibile aspettare almeno i 18 anni

Il candidato ideale per la rinoplastica è una persona che non è soddisfatta della forma del proprio naso, diventando addirittura causa di forte imbarazzo e disagio. È importante però che il paziente abbia delle aspettative realistiche rispetto al risultato della rinoplastica, ricorda il Dott. Fabio Meneghini.

*Video ceduto dal Dott. Carfagna

Come scelgo il chirurgo per la rinoplastica?

Il primo passo da compiere quando si desidera intervenire sul proprio naso con una rinoplastica è quello di scegliere il medico più adatto al proprio caso.

In Italia i medici chirurghi che possono eseguire l’intervento di rinoplastica, così come quello di rinosettoplastica, sono i Chirurghi Plastici oppure gli specialisti in Otorinolaringoiatria, preferibilmente iscritti ad almeno una delle società scientifiche o associazioni professionali del settore (SIR, AICPE, SICPRE, ISAPS etc).

Prima di tutto è fondamentale accertarsi sul ramo di specializzazione del chirurgo scelto, verificando il suo percorso di studi tramite una ricerca facilmente  effettuabile sul portale web dell’Ordine dei Medici e Chirurghi.

Il secondo passo sarà quindi recarsi a una prima visita con più di uno specialista, in modo da trovare il professionista che vi ispira maggiore fiducia e che sentirete che farà di più al vostro caso. In questa fase è consigliabile chiedere al chirurgo di visualizzare alcune foto dei risultati ottenuti nei precedenti interventi o di parlare con qualcuno dei suoi pazienti.

Intervento di rinoscultura

*Immagine ceduta dal Dott. Meneghini

Come sarà la prima visita per la rinoplastica?

La prima visita con il chirurgo è la più importante, perché dà la possibilità al paziente di esprimere tutti i suoi dubbi, timori e aspettative rispetto al procedimento della rinoplastica e ai risultati ottenibili.

Durante la prima visita, spiega il Dott. Meneghini, vengono innanzitutto stabiliti gli obiettivi del paziente (estetici e/o funzionali) e si valuterà il suo stato di salute generale, inclusa la funzionalità respiratoria, eventuali patologie, familiarità e storia clinica.

Successivamente, il medico esaminerà la struttura interna del naso, la forma e le dimensioni, anche in relazione al resto del viso.

Uno strumento che può essere utilizzato per poter avere una prima idea di come risulterà l’effetto finale della rinoplastica è quello della simulazione tramite un'immagine elaborata dallo specialista con l’ausilio di un computer, come spiega anche il Dott. Marco Giannini, il quale sottolinea l’importanza del fatto che questa simulazione debba essere realizzata dal medico considerando i limiti della chirurgia e delle condizioni di partenza del paziente.

Una volta stabiliti gli obiettivi e i fattori di rischio, il medico spiegherà al candidato tutti i dettagli riguardanti la procedura chirurgica: tecniche e modalità di intervento, anestesia, preparazione preliminare all’operazione, post operatorio, eventuali complicanze e infine i costi.

Anatomia naso rinoplastica

*Immagine ceduta dal Dott. Rossano

Come si svolge la rinoplastica?

La rinoplastica deve essere eseguita in una sala operatoria attrezzata, all’interno di una clinica accreditata. L’operazione si svolge in anestesia generale oppure in anestesia locale con sedazione, perciò il paziente non percepirà nessun dolore durante l’intervento. La scelta dell’anestesia dipenderà dalla caratteristiche del paziente, seguendo le indicazioni ritenute più sicure e opportune dal chirurgo operante.

A seconda delle preferenze di medico e paziente e della tecnica impiegata, la rinoplastica potrà essere eseguita o in regime ambulatoriale (dimissione poco dopo l’operazione), oppure con un periodo di degenza e osservazione di una notte.

La durata della rinoplastica può variare molto a seconda dei casi, e può durare da 1 fino a 3 ore. Le tecniche che possono essere adottate dal chirurgo sono principalmente due:

  • rinoplastica aperta o open
  • rinoplastica chiusa o closed

Le incisioni, chiarisce il Dott. Ferdinando Rossano, possono essere eseguite totalmente all’interno del naso (tecnica closed) oppure sia all’interno che all’esterno del naso (tecnica open). Se invece l’intervento ha il solo obiettivo di ridurre le narici le incisioni saranno all’esterno.

Rinoplastica estetica o funzionale

Vediamo ora nel dettaglio in cosa si differenziano gli interventi di rinoplastica estetica e di settoplastica funzionale:

  • Settoplastica o correzione del setto nasale deviato: la deviazione del setto nasale può avere cause congenite o traumatiche (a queste ultime si associa un alterazione anche dei turbinati) e può provocare non solo difficoltà nella respirazione, ma anche alterazioni estetiche (naso storto o asimmetrico) e sintomi come mal di testa, disturbi dell’udito, sinusiti e faringiti, chiarisce il Dott. Carlo Grassi. La settoplastica ha l’obiettivo di rimuovere la cartilagine e le parti di osso deformate, che devono essere riposizionate sull’asse mediano corretto, spiega lo specialista. Spesso questo intervento viene accompagnato anche dalla rinoplastica estetica durante la stessa operazione (rinosettoplastica). Nel caso in cui la necessità di respirare a bocca aperta impedisse alla lingua di appoggiarsi correttamente al palato è possibile intervenire anche prima del compimento dei 16 anni, precisa il Dott. Grassi.
  • Rinoplastica estetica: questa operazione serve per correggere i diversi difetti estetici del naso, come per esempio una punta poco proiettata (o il cosiddetto “naso a patata”), o per eliminare un gibbo o gobba sul dorso del naso. Dal momento che si accede al naso dall’interno non ci sono cicatrici visibili. Una volta individuato il difetto da correggere, sarà compito del chirurgo, tramite le simulazioni pre operatorie, stabilire una nuova forma proporzionata ed equilibrata rispetto al resto del viso, senza prendere a modello un ideale di naso perfetto. Infatti, come ricorda anche il Dott. Doriano Ottavian, un certo tipo di naso può risultare esteticamente bello su un viso, ma non su un altro.

Nota: in alcuni casi e in alcune regioni d’Italia è possibile eseguire la settoplastica funzionale in regime di SSN. Questo però non vale per la rinoplastica estetica.

*Video ceduto dal Dott. Ottavian

Tecniche della rinoplastica

Le tecniche chirurgiche per eseguire la rinoplastica sono principalmente due (tecnica closed o tecnica open), ma esistono anche altri metodi per intervenire sulla forma del naso che possono fare a meno del bisturi, come per esempio i fili in PDO o il Rinofiller con acido ialuronico.

Vediamo adesso le principali tecniche chirurgiche:

  • Rinoplastica aperta o tecnica open: chiamata così perché deve essere eseguita scoprendo le cartilagini della punta del naso e sollevando la pelle, così che il chirurgo possa vedere direttamente le strutture nasali su cui intervenire. L’incisione viene eseguita alla base della columella, quindi nell’angolo compreso tra il naso e il labbro. Il segno dell’incisione diventerà impercettibile, rassicura il Dott. Grassi, il quale aggiunge che questa tecnica viene usata soprattutto nei casi più complessi oppure quando la punta del naso è storta, asimmetrica, troppo stretta o larga e deve quindi essere rimodellata con innesti cartilaginei. Nei pazienti che hanno già eseguito un intervento e devono sottoporsi a una rinoplastica secondaria si predilige sempre la tecnica aperta. Il postoperatorio non cambia tra tecnica chiusa o aperta, l’unica differenza è che nel secondo caso il gonfiore della punta potrebbe essere più accentuato.
  • Rinoplastica closed o tecnica chiusa: questa tecnica è detta chiusa o closed perché tutti i passaggi dell’intervento avvengono dentro ciascuna delle due narici, all’interno delle quali vengono eseguite dal chirurgo delle piccole incisioni. Il chirurgo solleva la pelle e quindi modella, con l’ausilio di piccole forbici e micro raspe, l’osso e la cartilagine per correggere la forma del naso del paziente, chiarisce il Dott. Grassi. Al termine dell’intervento le incisioni vengono richiuse con punti riassorbibili, che si toglieranno da soli dopo qualche giorno.
  • Rinoplastica ad ultrasuoni o rinoplastica ultrasonica: la novità di questa tecnica è rappresentata dal fatto che da un lato permette di operare con grande precisione e, dall’altro, di causare meno traumi al paziente, dal momento che lo strumento utilizzato dal chirurgo è un bisturi piezoelettrico speciale - spiegano gli specialisti della Clinique of Switzerland - che riduce il sanguinamento, l’infiammazione e anche la comparsa di lividi, rendendo il post operatorio meno doloroso per i pazienti. Tuttavia, si tratta comunque di un intervento chirurgico, seppur meno invasivo rispetto alla tecnica di rinoplastica classica.

Esiste una alternativa meno invasiva della rinoplastica?

Per i casi meno complicati e per chi avesse solo dei lievi difetti, come una piccola gobba per esempio, è possibile ricorrere a delle alternative non chirurgiche alla rinoplastica classica con bisturi e martello.

  • Rinoplastica con fili di trazione: questa tecnica può essere impiegata per intervenire sulla punta del naso, per alzarla oppure per restringerla, permettendo di correggere la punta del naso troppo larga o troppo bassa. La rinoplastica con fili di sospensione o di trazione è una procedura ambulatoriale rapida, eseguita con anestetico locale e che non necessita di degenza, permettendo al paziente di tornare immediatamente alle normali attività quotidiane. I fili in PDO possono essere composti da materiali diversi, come per esempio acido polilattico, polidiossanone o caprolactone. I fili, spiega il Dott. Luca Leva, vengono introdotti attraverso un foro molto piccolo praticato alla base del naso: se si vuole alzare la punta i fili passeranno attraverso il dorso del naso, mentre se il naso deve essere ristretto i fili verranno fatti passare da un’ala nasale all’altra in senso quindi orizzontale. Il vantaggio è che, a differenza della tecnica chirurgica, il procedimento è rapido e produrrà solo un lievissimo gonfiore o ecchimosi al livello dell'iniezione, che si riassorbirà in pochi giorni. Lo svantaggio è che il risultato sarà solo temporaneo e durerà circa 12 mesi massimo 17 mesi.
  • Rinoplastica non chirurgica o Rinofiller: i filler per il naso o rinofiller vengono formulati con acido ialuronico, una sostanza naturale e già presente nel nostro corpo quindi praticamente priva di controindicazioni e utilizzabile per tutti i tipi di pazienti. L'infiltrazione di acido ialuronico può essere utilizzata per eliminare alcuni difetti estetici del naso, soprattutto piccole gobbe o il cosiddetto “naso a sella”. Tuttavia - avverte il Dott. Ioppolo in risposta ai dubbi di un paziente - questa tecnica può dare risultati solo su nasi piccoli: se il naso o il difetto sono di grandi dimensione l’unica possibilità è quella di intervenire chirurgicamente. Il vantaggio del rinofiller è la sua rapidità sia di esecuzione (30 minuti in regime ambulatoriale) che di ripresa (il recupero del paziente è immediato). Gli svantaggi del rinofiller però sono che il risultato è temporaneo (massimo 12 mesi circa) e che non può essere utilizzato per correggere nasi grandi o difetti importanti.
Rinoplastica non chirurgica

*Immagine ceduta da La Clinica dei Nasi

Rinoplastica prima e dopo

*Immagine ceduta dal Dott. Campiglio

Come prepararsi il giorno dell’operazione?

La rinoplastica è un intervento che genera spesso preoccupazione nei pazienti. Gli esperti della SICPRE consigliano di seguire alcuni passi per prepararsi al meglio a questa delicata operazione di chirurgia estetica:

  • eseguire le analisi ematiche e gli esami preoperatori seguendo le indicazioni del proprio chirurgo (visita otoiatrica, valutazione allergologica, etc)
  • evitare di sottoporsi all’intervento durante il periodo delle mestruazioni
  • sospendere l’assunzione di sostanze e farmaci vasocostrittori e anticoagulanti per almeno 3 settimane prima dell’intervento
  • sospendere il fumo di sigaretta e l’assunzione di bevande alcoliche per almeno 1 mese prima dell’operazione
  • pulirsi accuratamente il giorno prima dell’intervento
  • rimuovere lo smalto dalle unghie di mani e piedi il giorno prima della rinoplastica
  • non applicare il make up il giorno dell’operazione
  • digiunare per almeno 8 ore prima dell’intervento
  • recarsi alla clinica con un familiare o un amico il giorno dell’operazione

Un ultimo consiglio - come avvisa anche il Dott. Paccoi - è quello di farsi assistere da un familiare durante i primi due giorni, anche se la propria autonomia non viene compromessa dall’operazione. In questo modo, qualora doveste avere bisogno di aiuto o supporto, potrete contare sull’aiuto di una persona di fiducia.

Post operatorio e recupero dopo la rinoplastica

Una volta terminato l’intervento di rinoplastica o di rinosettoplastica il paziente verrà ricoverato, in genere, per una notte.

Subito dopo l’operazione vengono applicati al paziente un tutore termoplastico (rimosso dopo 5 giorni) dei cerotti esterni e, in certi casi, anche dei tamponi nasali (rimossi dopo 1 o 2 giorni), precisa il Dott. Gianluca Campiglio.

Durante la prima settimana si gonfieranno gli occhi e saranno presenti anche delle ecchimosi nella zona periorbitaria e il paziente potrebbe avvertire dolore e fastidio nella zona operata. Il gonfiore al naso durerà per diversi mesi, ma già al momento della rimozione del tutore sarà possibile intravedere la nuova forma, precisa il Dott. Campiglio, il quale consiglia ai suoi pazienti di massaggiare leggermente il naso la mattina (quando il gonfiore è più evidente) e di eseguire dei lavaggi con soluzione fisiologica.

Generalmente, è possibile ritornare a lavoro dopo 7 giorni dall'operazione, mentre l’attività fisica e sportiva dovrà essere interrotta per almeno 2-3 settimane, evitando però ogni situazione che possa recare danni o traumi al naso finché il chirurgo lo riterrà più opportuno (di solito almeno un paio di mesi). Inoltre, è molto importante proteggere il naso dall’esposizione solare con una crema SPF +50 durante i primi 2 mesi.

Il prospetto informativo della SICPRE offre alcune indicazioni sul comportamento da seguire dopo la rinoplastica per non compromettere il risultato e favorire la guarigione:

  • non soffiarsi il naso per le prime 4 settimane
  • seguire le istruzioni del proprio chirurgo riguardo la pulizia e cura del naso con precisione
  • evitare di abbassare la testa nei primi giorni (per inchinarsi si devono piegare le ginocchia e tenere il collo dritto)
  • non usare lenti a contatto per le prime settimane
  • non consumare cibi o bevande molto calde per almeno 2 settimane
  • evitare sforzi fisici intensi e traumi soprattutto durante le prime settimane
  • evitare di indossare occhiali pesanti per almeno 1 mese

Risultati della rinoplastica

Il risultato finale di una rinoplastica estetica permette un miglioramento sia della forma del naso che del volto, e come rassicura anche il Dott. D’Ambrosio, la fisionomia del viso non verrà cambiata in modo radicale ma solo migliorata, sempre che ci si affidi a un medico accreditato e competente. I risultati definitivi saranno apprezzabili dopo almeno 6 mesi, quando l’edema e il gonfiore si saranno completamente riassorbiti.

I risultati ottenuti con una rinoplastica sono permanenti e definitivi, anche se nel corso degli anni potrebbero subire alcuni cambiamenti dovuti al processo di invecchiamento come potrebbe avvenire anche per qualsiasi altra parte del corpo, spiega il Dott. Campiglio, il quale aggiunge che per ottenere un buon risultato le linee del naso devono risultare armoniose, le narici simmetriche e l’angolo tra le labbra e il naso ben definito.

Un elemento da tenere in conto è il tipo di pelle del naso, infatti la cute grassa e spessa mantiene maggiormente la memoria della forma del naso e non si adegua completamente alla nuova struttura cartilaginea ottenuta tramite l’intervento chirurgico, avverte il Dott. Campiglio.

Per quanto riguarda le eventuali cicatrici, queste sono localizzate all’interno del naso tranne nel caso della riduzione delle narici, precisa il Dott. Campiglio. Se il paziente verrà operato con la tecnica aperta potrà notare una piccola cicatrice in corrispondenza della parte più stretta della columella che potrà essere dritta, a scalino oppure a forma di V.

La rinoplastica secondaria

Un reintervento dopo una rinoplastica primaria è previsto spesso nella casistica della chirurgia estetica del naso. Infatti, come afferma anche il Dott. Curatoli, il 7-8% delle rinoplastiche primarie richiedono un ritocco per migliorare il risultato della prima operazione attraverso alcune correzioni. Questo secondo intervento è particolarmente indicato per i pazienti che hanno eseguito una rinoplastica parziale o una rinoplastica incompleta.

Qualora la rinoplastica secondaria servisse per correggere l’insellamento del naso, un’irregolarità della punta o delle narici oppure una deviazione della punta o della piramide si parla allora di chirurgia plastica riparativa, precisa il Dott. Curatoli.

La rinoplastica secondaria viene programmata dopo almeno 8-10 mesi dalla prima operazione, si esegue in anestesia locale o generale e prevede tempi di guarigione e ripresa post operatoria simili al primo intervento se non più brevi, a seconda dei casi. I rischi tuttavia, avverte il Dott. Curatoli, possono essere maggiori in caso di innesti di cartilagine che potrebbero andare incontro a un riassorbimento minimo e con una conseguente modifica dell’aspetto del naso. Pertanto, l’indicazione di una rinoplastica secondaria e la sua programmazione devono essere prescritte e pianificate da uno specialista.

*Video ceduto dalla Dott.ssa Pozzuoli

Rischi e complicanze della rinoplastica

Gli esperti ISAPS e SICPRE offrono uno schema generale dei possibili effetti collaterali dovuti a un intervento di rinoplastica, e includono:

  • gonfiore temporaneo
  • ecchimosi o ematomi del naso
  • ecchimosi o ematomi nell’area intorno agli occhi
  • sanguinamento
  • sensazione di naso tappato o chiuso
  • effetto del “naso rosso” dovuto alla dilatazione dei capillari
  • dolore cronico

I rischi e le possibili complicanze dovute all’operazione chirurgica possono  includere:

  • complicanze anestesiologiche
  • necrosi cutanee
  • reazioni allergiche
  • infezioni
  • emorragie
  • asimmetrie
  • risultato non soddisfacente per il paziente
  • miglioramento parziale della forma del naso
  • disturbi nella respirazione e/o alterazioni del flusso dell’aria nel naso
  • danni al setto nasale e/o al dotto lacrimale
  • secchezza delle mucose
  • alterazioni dell’olfatto

Dubbi e domande frequenti

  • Qual è la differenza tra rinoplastica e rinosettoplastica? “La rinoplastica prevede il solo rimodellamento morfologico della piramide nasale; la rinosettoplastica consiste, oltre che nel rimodellamento della piramide, anche nella correzione funzionale del setto e dei turbinati nasali inferiori”, Dott. Paolo Paccoi
  • A partire da che età si può fare la rinoplastica? “Quello che conta è la maturità fisica del candidato. Ci sono pazienti con tratti infantili anche dopo i 18 anni e ci sono anche tanti ragazzi che a 16 o 17 anni hanno già completato il ciclo maturativo psico-fisico. Servono quindi buonsenso e un’accurata visita specialistica”, Dott. Paolo Paccoi
  • A quale specialista bisogna rivolgersi per la rinoplastica? “La rinoplastica (estetica e funzionale) viene eseguita sia dall’otorino che dal chirurgo plastico”, Dott. Leonardo Michele Ioppolo
  • La rinoplastica è mutuabile? “La rinoplastica non è mutuabile: è mutuabile solo la settoplastica, ovvero la correzione del setto ai soli fini funzionali respiratori, ma non a fini estetici”, Dott. Peroni Ranchet
  • L’intervento di rinoplastica è doloroso? “Il paziente non si accorgerà di niente perché sarà sedato e sotto anestesia. Il post-operatorio può essere un po’ doloroso, ma nulla di insopportabile, contando che si tratta solo di pochi giorni”, Dott. Claudio Bravin
  • In che posizione si può dormire dopo la rinoplastica? “Si può dormire in qualsiasi posizione, meno quella prona (pancia e  faccia in giú) per almeno 1 mese”, Dott. Marco Gerardi
  • Raffreddore e starnuti dopo la rinoplastica possono compromettere il risultato? “Bisogna starnutire con la bocca aperta per i primi giorni, e non ci saranno problemi”, equipe medica Centro Genesy
  • Quanto tempo bisogna aspettare per riprendere l’attività fisica dopo la rinoplastica? “Minimo due settimane, poi si può riprendere gradualmente”, Dott. Peroni Ranchet
  • Quando potrò prendere l’aereo se ho fatto la rinoplastica? “Dopo 15 giorni nessun problema. Ho avuto pazienti che sono andati negli Stati Uniti dopo 10 giorni senza problemi, sempre che il decorso post operatorio sia stato favorevole”, La Clinica dei Nasi
  • Posso andare al mare dopo la rinoplastica? “Consigliamo l'esposizione non prima di 10 giorni dall’intervento e dopo aver avuto l'autorizzazione dal proprio medico. Ovviamente sempre con una protezione solare molto alta”, LaClinique of Switzerland
  • La rinoplastica può essere fatta due volte? “Sì, a distanza di circa un anno dal primo intervento”, equipe medica Centro Genesy

Testimonianze

“Sono molto soddisfatto del mio intervento. Non è stato doloroso e il risultato mi ha incantato. È stato un buon investimento, ho migliorato il mio profilo e mi sento più sicuro. Il risultato è stato molto naturale ed esteticamente mette in evidenza le mie caratteristiche” Leggi l'esperienza completa

Edgar_Avendano - Roma (Città), Roma

“Non è stato per niente doloroso e ho apprezzato il risultato fin da subito. Il risultato è molto naturale e armonioso con i tratti del mio viso. Per chi è indeciso sul farlo vi dico mille volte fatelo, vi sentirete rinati!” Leggi l'esperienza completa

rosa9027 - Ottaviano, Napoli

“Nonostante le quattro ore di intervento avvenute con intubazione e anestesia totale, la degenza non è stata affatto dolorosa. È stato il miglior investimento della mia vita perché mi ha permesso di acquisire più sicurezza in me stessa oltre che nelle relazioni con gli altri” Leggi l'esperienza completa

KiaraBalconetti - Venezia (Città), Venezia

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