Ilaria Berselli
Ilaria Berselli
Giornalista laureata presso l’Universidad Ramon Llull specializzata in redazione di articoli su Salute e Medicina Estetica dal 2014, esperta in tematiche relative alla mastoplastica.
Creazione: 29 feb 2016 · Aggiornamento: 11 dic 2019

Informazione addizionale

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  • Introduzione
  • Cosa sono i nevi?
  • Quali tipi di nei esistono?
  • Quando bisogna controllare i nei?
  • Suggerimenti per il monitoraggio di un neo sospetto
  • Quali sono le procedure per la rimozione dei nei?
  • Quali precauzioni prendere dopo aver rimosso un neo?
  • Dubbi e domande frequenti
  • Testimonianze
  • Bibliografia

Introduzione

I nei o nevi sono il risultato della concentrazione nella pelle delle cellule del pigmento chiamate melanociti. Alcuni nei possono essere pericolosi e causare il cancro della pelle, ai quali ci si riferisce con il termine di melanoma. Ogni anno vengono diagnosticati tra 2 e 3 milioni di tumori della pelle, 230.000 dei quali sono melanomi.

*Video ceduto dal Dott. Tommaso Anniboletti

Asportazione nei viso

*Immagine ceduta dalla Dott.ssa Francesca Mazzeo

Cosa sono i nevi?

Il termine medico usato per descrivere i nei è "nevo". Sono un tipo comune di neoformazione cutanea causata da un gruppo di cellule di pigmento, come precisa anche il Dott. Cristiano Biagi. Di solito compaiono durante l'infanzia e l'adolescenza ed è normale avere tra i 10 e i 40 nei su tutto il corpo. Alcuni rimangono uguali per tutta la vita e altri cambiano aspetto o possono scomparire nel tempo.

La maggior parte dei nei sono benigni. In rari casi, diventano cancerosi. Ma è importante controllarli periodicamente con esami specifici come l'esame dermatoscopico in epiluminescenza o la mappatura dei nei, al fine di individuare rapidamente possibili tumori della pelle, in particolare i melanomi.

Quali tipi di nei esistono?

I nei si presentano, normalmente, in una tonalità tendente al marrone. Possono essere piatti o in rilievo. Di solito sono rotondi o ovali e di dimensioni minime che non dovrebbero superare quella di una gomma da matita (circa 6 mm).

I nei comuni si possono trovare su tutte le parti del corpo e soprattutto sulla pelle chiara. Il loro aspetto è dovuto, in generale, all'esposizione al sole. Devi prestare attenzione al loro aspetto e controllare se cambiano forma o colore nel tempo.

I nei atipici sono più grandi del comune e possono essere lisci o ruvidi. Hanno una tonalità beige o marrone e possono apparire da soli o in gruppo. Si raccomanda di farli esaminare da uno specialista, in quanto di solito aumentano il rischio di melanoma.

Le tipologie di nei o nevi, possono essere classificate in diversi tipi, come spiega il prof. Marcello Monti del centro Humanitas:

  • I nei di Miescher si trovano sul viso e possono avere o lo stesso colore della pelle oppure una tonalità più scura. Il loro carattere distintivo è quello di crescere con una forma a cupola. Possono essere lisci o spugnosi e al loro interno potrebbero crescere anche uno o più peli. Questa tipologia di neo è molto comune e non degenera mai in un tumore maligno, nonostante il fatto che talvolta possano venire inavvertitamente danneggiati da rasoi o pinzette destando preoccupazione nei pazienti.
  • I nei di Unna si presentano sul tronco e hanno la tendenza a svilupparsi in rilievo con una forma che ricorda quella di una mora. Analogamente ai precedenti, anche questi nei sono beigni, seppure talvolta possono risultare antiestetici o crescere in zone in cui possono creare fastidio se a contatto con i vestiti.
  • I nei di Clark sono i più comuni. Hanno una forma arrotondata e sembrano macchioline scure e possono presentarsi in diverse parti del viso e del corpo. Esistono, inoltre, anche i nei di Clark atipici, i quali si differenziano dai primi per il loro diametro superiore ai 6 mm. Questi ultimi possono avere colore e bordi irregolari. È consigliabile far monitorare questi nei da uno specialista in Dermatologia, in quanto potrebbero trasformarsi in melanomi.
  • I nei di Spitz si caratterizzano per il fatto che compaiono principalmente durante l’infanzia o l’adolescenza sul volto e sul corpo. Un altro tratta distintivo è dato dal loro colore molto scuro. Sono nei benigni, ma siccome tendono a crescere molto rapidamente, vengono spesso rimossi chirurgicamente per prevenzione. Questa stessa tipologia di nei si può formare anche in età adulta, ma in questo caso prendono il nome di nei di Reed.
Nei quando preoccuparsi

Quando bisogna controllare i nei?

In generale, possiamo dire che il controllo dei nei dovrebbe essere fatto almeno una volta all'anno durante una visita dermatologica. Come accennato in precedenza, ci sono casi in cui il controllo deve essere più frequente, ad esempio:

  • quando il paziente ha una storia personale o familiare di cancro della pelle
  • quando vengono rilevati dei nevi atipici
  • quando si notano alterazioni nella forma o dimensioni
  • quando si ha la pelle molto bianca
  • quando il paziente ha molti nei
  • in caso di malattie genetiche che predispongono al cancro della pelle (xeroderma pigmentoso, albinismo, ecc.)

Ci sono alcuni nei che sono più difficili da controllare e richiedono quindi un monitoraggio più attento. Sono quelli che sono situati nel cuoio capelluto, nei palmi delle mani, nelle piante dei piedi, nei genitali e nella regione ombelicale.

La Dott.ssa Cecilia Taddei afferma che in ogni caso non bisogna mai allarmarsi, ma piuttosto bisogna consultare un dermatologo immediatamente e senza esitare, soprattutto se si nota uno o più dei seguenti sintomi:

  • comparsa di nuovi nei durante l'età adulta
  • crescita delle dimensioni o dello spessore di un neo (specialmente se oltre i 6 mm)
  • cambiamenti di colore, in particolare se molto scuri
  • prurito o sanguinamento in un neo
  • nei situati in zone del corpo dove subiscono frequenti traumi o sfregamenti
Mostra nei pericolosi

Suggerimenti per il monitoraggio di un neo sospetto

Gli specialisti dell’Associazione Italiana per la RIcerca sul Cancro sottolineano l’importanza della prevenzione e del monitoraggio costante e consigliano che per identificare i nei maligni e controllare la pelle in generale si deve seguire la regola ABCDE:

  • A come asimmetria: un nevo deve essere rotondo e simmetrico, mentre un melanoma è asimmetrico.
  • B come bordi: un neo sano è regolare, mentre una lesione maligna ha bordi irregolari.
  • C come colore: il colore di un neo deve essere omogeneo; nel caso di un melanoma diventa policromo.
  • D come diametro: un nevo è piccolo e ha un diametro inferiore a 6 mm. Quando spessore o larghezza superano queste misure è preferibile eseguire un controllo.
  • E come evoluzione: segui l'evoluzione e i cambiamenti dei tuoi nei, e se noti delle alterazioni contatta un dermatologo di fiducia.
Nei in rilievo

*Immagine ceduta dal Dott. Giuseppe Lomeo

Quali sono le procedure per la rimozione dei nei?

Non tutti i nei devono essere necessariamente rimossi. Nella maggior parte dei casi, infatti, l'obiettivo della loro asportazione è più che altro estetico. Ma in ogni caso il dermatologo dovrà sempre suggerire di eseguire una biopsia e un esame istologico del neo rimosso per escludere l'eventuale presenza di tumori maligni e analizzare la vera natura del neo.

Le tecniche per rimuovere i nei sono principalmente due: l’asportazione chirurgica e il laser. Tuttavia, questa seconda tecnica - chiarisce il Dott. Antonio Bonadies - ha il limite di non permettere di eseguire la biopsia e l’esame istologico. Questo significa che sarà il dermatologo a decidere se sarà il caso o meno di poter intervenire con il laser, indipendentemente dalle esigenze estetiche del paziente.

  • Laser: con questa tecnica le cellule che compongono il neo vengono distrutte dall’azione del calore emanato dal laser e tramite fotocoagulazione. Innanzitutto il medico pulirà e sterilizzerà l’area della pelle da trattare, e in seguito eseguirà un anestesia locale. Dopo il trattamento bisognerà medicare l’area su cui si è intervenuti per almeno 1 o 2 settimane. Bisogna però ricordare che il limite di questa tecnica è dato dal fatto che non prevede la possibilità di eseguire l’esame istologico per verificare la natura benigna o maligna del neo. Quindi questa tecnica non potrà essere utilizzata su tutti i pazienti e su tutti i tipi di nei.
  • Chirurgia: il primo passo, anche in questo caso, prevede la sterilizzazione dell’area da trattare e la somministrazione dell’anestesia locale. Il neo viene isolato con un piccolo telo sterile bucato nel centro e insieme al neo viene rimossa anche una piccola porzione di pelle. Al termine della procedura si esegue una sutura con punti riassorbibili o non riassorbibili, a seconda dei casi e del punto su cui si è intervenuti. La ferita dovrà quindi essere medicata secondo le istruzioni dello specialista per un periodo compreso tra i 7 e i 20 giorni. Infine, il neo verrà inviato a un medico anatomopatologo per effettuare l’esame istologico.
  • Chirurgia “a shaving”: questa tecnica viene utilizzata solo per i nei benigni. Si tratta di una tecnica alternativa al laser, che rispetto al primo permette comunque di eseguire l’esame istologico. La differenza rispetto alla tecnica chirurgica precedentemente descritta è che il neo viene tagliato con un procedimento simile alla rasatura (da qui la denominazione di “shaving”) e il fondo del neo viene sottoposto a diatermocoagulazione in modo che la guarigione sia quella di una lesione superficiale. Le medicazioni dovranno essere applicate per circa 1 o 2 settimane.
Dopo asportazione neo

*Immagine ceduta dalla Dott.ssa Rossella Di Cerce

Quali precauzioni prendere dopo aver rimosso un neo?

Dopo un piccolo intervento di asportazione chirurgica di un neo, il processo di guarigione è in genere veloce e richiede un tempo che può andare da 1 a 3 settimane. Talvolta potrebbe formarsi una cicatrice, ma la sua entità diminuirà con il passare del tempo. Tuttavia, non tutte le persone guariscono allo stesso modo, così come la cicatrizzazione non avviene con le stesse modalità e tempistiche in tutte le aree del corpo. Quindi la dimensione e visibilità della cicatrice dipende da paziente a paziente e non può sempre essere prevista con anticipo.

Ecco alcuni consigli da adottare dopo l'intervento:

  • non forzare sulla zona trattata perché potrebbe aprirsi nonostante i punti
  • mantenere la lesione coperta fino a quando i punti sono stati rimossi
  • durante la doccia, coprire l'area accuratamente per evitare di bagnarla.
  • non esporre l'area al sole anche se è coperta
  • in caso di dolore o cattivo odore, chiedere consiglio al medico

In caso di trattamento laser, il medico può raccomandare l’uso di una pomata speciale da applicare. Queste creme migliorano la guarigione e permettono alla pelle di rigenerarsi più velocemente.

Dubbi e domande frequenti

  • Ho un neo che mi dà prurito, cosa devo devo fare? “Bisogna recarsi da un dermatologo che con un dermoscopio saprà fornire le indicazioni esatte sulla natura del neo”, Dott. Luca Apollini
  • Ho un neo in rilievo che si è quasi staccato, è pericoloso? “Non è pericoloso, ma bisogna disinfettarlo e se dovessero comparire gonfiore, rossore o spurgare bisogna rivolgersi al medico”, Dott.ssa Alice Panzeri
  • È meglio il laser o la chirurgia per rimuovere un neo? “Occorre una valutazione dermatologica preliminare per stabilire l'esatta natura del neo e di conseguenza il tipo di approccio più corretto per rimuoverlo”, equipe medica Centro Genesy
  • imarrà una cicatrice dopo l’asportazione del neo? “Purtroppo ogni incisione chirurgica prevede la formazione di una cicatrice. Dipende dall’abilità del chirurgo la possibilità che la cicatrice sia poco o non visibile, ma un piccolo segno può sempre rimanere”, Dott. Alessandro Morelli Coghi
  • In quale periodo dell’anno è meglio rimuovere un neo per ridurre il rischio cicatrici? “Se il neo viene tolto per ragioni estetiche, meglio scegliere mesi poco soleggiati e caldi”, Studio Medico Serini

Testimonianze

“Ho deciso dopo anni di farmi togliere un antiestetico dermatofibroma pigmentato sotto il labbro; ho rimandato per una vita perchè avevo paura del dolore, di restare sfregiata e pensavo erroneamente che avesse dei costi pesanti” Leggi l’esperienza completa

Sabrinadallavia -

“Avevo un neo sulla gamba, poco più in alto del ginocchio. Verso i 12/13 anni ho iniziato a vergognarmene, mai pantaloncini, gonne o al mare con gli amici” Leggi l’esperienza completa

Arianna1311 -

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