Ilaria Berselli
Ilaria Berselli
Copywriter e redattrice con esperienza in giornalismo e comunicazione. I suoi articoli sono incentrati soprattutto su attualità, salute e benessere.
Creazione: 29 feb 2016 · Aggiornamento: 28 mar 2019

Informazione addizionale

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  • Introduzione
  • Che cos'è la mastopessi?
  • Chi può fare un'operazione di mastopessi?
  • Cause e gradi di ptosi mammaria
  • Come trovare il chirurgo giusto?
  • Come sarà la prima visita?
  • Come si svolge la mastopessi?
  • Cosa fare prima dell’intervento
  • Il post operatorio della mastopessi
  • Risultati della mastopessi
  • Rischi e complicanze della mastopessi
  • Dubbi e domande frequenti
  • Testimonianze
  • Bibliografia

Introduzione

Spesso succede che le donne che hanno attraversato una o più gravidanze o che hanno avuto frequenti oscillazioni di peso notano una perdita di turgore del seno, che appare svuotato o cadente, diventando causa di disagio e perdita di autostima.

Il seno continua ad essere l’elemento del corpo femminile che più di tutti assume un forte valore estetico e simbolico nella psicologia della donna, ed anche per questo motivo gli interventi di chirurgia plastica del seno si confermano tra i primi posti nelle statistiche riguardanti il numero di operazioni. Infatti, come riportato dai dati raccolti dall’ISAPS, nel corso del solo 2016 sono stati eseguiti oltre 583 mila interventi di mastopessi in tutto il mondo e ben 15.895 in Italia.

*Video ceduto dal Dott. Pier Luigi Campioni

Che cos'è la mastopessi?

Il suffisso “pessi” in chirurgia indica che qualcosa deve essere fissato o riposizionato nella sua forma corretta. Mentre “masto” indica che la parte anatomica interessata è il seno o la mammella. Questo ci fa subito capire che l’obiettivo della mastopessi è quello di sollevare e riposizionare il seno, per questo viene spesso definito anche lifting del seno.

Per eseguire questa sorta di lifting il chirurgo dovrà rimuovere la pelle in eccesso o la pelle smagliata e stirata che si puo formare dopo una gravidanza, dopo l’allattamento, dopo alterazioni del peso o semplicemente per via dell’invecchiamento e del trascorrere degli anni. Questa condizione di rilassamento e svuotamento del seno viene chiamata in medicina ptosi mammaria, come specifica il Dott. Leonardo Michele Ioppolo.

A seconda dei risultati che la paziente desidera ottenere, l’intervento può essere eseguito anche in abbinamento a una mastoplastica additiva, realizzando quindi una mastopessi con inserimento di protesi mammarie.

Mastopessi risultati

*Immagine ceduta dal Dott. Arnaldo Paganelli

Chi può fare un'operazione di mastopessi?

La mastopessi può essere realizzata su pazienti donne che abbiano superato la maggiore età e che godano di un buono stato di salute e che al momento dell’operazione non stiano allattando o aspettando un bambino. In base ai dati raccolti durante la prima consulenza il chirurgo stabilirà se la paziente potrà sottoporsi o meno all'intervento. In generale, non viene consigliato in caso di presenza di patologie gravi a carico del sistema cardiovascolare o in persone con problemi di coagulazione o ipertensione. Inoltre, nel caso in cui la paziente desiderasse eseguire una mastopessi, ma non ha ancora avuto gravidanze, si consiglia di rimandare l’intervento dopo il parto e dopo aver terminato di allattare.

Il  Dottor Gianluca Campiglio spiega che la mastopessi è raccomandata per tutte quelle donne che percepiscono con insoddisfazione il proprio seno al punto da avere un impatto negativo sulla propria vita personale e relazionale, in particolare in presenza di una o più delle seguenti condizioni:

  • ptosi mammaria
  • asimmetria
  • capezzoli o areole allungati o cadenti

Cause e gradi di ptosi mammaria

La caduta del seno chiamata ptosi mammaria è riconducibile a diverse cause, come afferma il Dott. Leonardo Michele Ioppolo:

  • numero di gravidanze
  • sovrappeso
  • variazioni di peso
  • seno di volume elevato
  • menopausa
  • fumo di sigaretta

Inoltre, il Dott. Marco Viganò aggiunge che esistono tre gradi di ptosi mammaria:

  • primo grado: il seno appare lievemente svuotato, con il capezzolo e l’areola al di sopra della linea del solco mammario.
  • secondo grado: lo svuotamento comincia a essere più evidente, e il capezzolo e l‘areola si trovano allo stesso livello del solco mammario.
  • terzo grado: grave perdita di volume della mammella, il capezzolo e l’areola si trovano oltre il solco mammario.
Trovare chirurgo lifting del seno

Come trovare il chirurgo giusto?

Il primo passo, e uno di quelli più importanti, è affidarsi a un vero specialista, esperto e competente nella realizzazione del lifting del seno. Non bisogna mai dimenticare che la mastopessi è un vero e proprio intervento chirurgico. Per essere svolto in sicurezza, riducendo al minimo tutti gli eventuali rischi, deve essere obbligatoriamente realizzato in una sala operatoria adeguatamente preparata in presenza di un anestesista ed eseguita da un chirurgo accreditato che si affiderà soltanto a strutture e strumentazioni certificate.


Per prima cosa bisogna accertarsi quindi che il medico a cui ci si rivolge possieda la specializzazione in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva. È possibile verificare sia la specializzazione che l’iscrizione all’albo professionale nel portale web messo a disposizione dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.

Come sarà la prima visita?

Nel corso della prima consulenza il chirurgo analizzerà lo stato di salute generale della paziente, rivolgendo delle domande sulla sua storia clinica, sulla familiarità di alcune patologie e sul suo stile di vita, in modo da stabilire se si può intervenire chirurgicamente e con quali procedure.

Durante la visita il medico valuterà sia le dimensioni che la forma di partenza del seno della paziente, così come la forma dell'areola e del capezzolo. Altri elementi da prendere in considerazione sono la qualità e il grado di tonicità dei muscoli e dei tessuti mammari. Tutto questo serve al chirurgo per capire il grado di ptosi mammaria e per stabilire gli obiettivi che si adattino al meglio alla conformazione fisica della paziente in modo da ottenere un risultato naturale, come spiega il Prof. Mario Dini.

Inoltre, in questa fase, il medico potrà stabilire anche se - in caso di ipotrofia mammaria  o scarso sviluppo del seno - possa essere consigliabile per la paziente inserire le protesi mammarie sia per modellare la forma del seno che per correggere eventuali asimmetrie o volumi, come precisa il Dott. Luciano Leanza.

Come si fa la mastopessi

*Immagine ceduta dal Dott. Leonardo Michele Ioppolo

Come si svolge la mastopessi?

La procedura ha una durata di circa 2-3 ore e viene eseguita in anestesia generale oppure in anestesia locale con sedazione. A seconda della tecnica e delle condizioni di partenza della paziente il chirurgo deciderà se svolgere l’intervento in regime ambulatoriale o di ricovero.

Le incisioni possono essere eseguite seguendo 3 tecniche diverse, come spiegato dal Dottor Gianluca Campiglio:

  • incisione periareolare o round block (indicata in giallo nell’immagine): segue il perimetro dell'areola ed è indicata per i casi di cedimento molto lieve. Utilizzata spesso in combinazione con l’inserimento di protesi.
  • incisione a "buco della serratura" (indicata in giallo e blu nell’immagine):  si esegue seguendo il perimetro dell'areola e prosegue poi verticalmente verso il basso e verso il solco mammario, è consigliata per le pazienti con un grado moderato di ptosi o cedimento.
  • incisione ad ancora (indicata sommando tutte e tre le linee nella figura): consigliata nelle pazienti che presentano un grado importante di rilassamento, che non può essere corretto in misura soddisfacente con altre incisioni meno invasive. Questa è la tecnica più utilizzata, perché è la più tradizionale ed efficace anche in caso di riduzione del seno.
Mastopessi riduttiva

*Immagine ceduta dal Dott. Stefano di Giulio

Cosa fare prima dell’intervento

La preparazione pre-operatoria non è diversa da quella prevista per qualsiasi altro intervento chirurgico, rassicura il Dott. Cristiano Biagi. Il suo consiglio è quello di seguire il digiuno a partire dalla sera prima dell’operazione.

Inoltre, ricordiamo che è sempre consigliabile recarsi in clinica con una persona di fiducia, non solo perché si potrebbe avere bisogno di assistenza per eseguire alcuni movimenti ma anche e soprattutto per non affrontare da soli l’intervento chirurgico e avere il sostegno psicologico di un amico o un parente.

Infine, generalmente, gli specialisti consigliano di evitare farmaci anticoagulanti come l’aspirina e sostanze come alcol e tabacco per almeno 2 settimane prima della data dell’operazione, da un lato per non stimolare il rischio di sanguinamento e dall’altro per non compromettere la cicatrizzazione delle incisioni.

Mastopessi post intervento

Il post operatorio della mastopessi

Nella mastopessi senza protesi il dolore percepito dalla paziente è minimo, se non addirittura assente, tranquillizza il Dott. Biagi, dal momento che l’operazione coinvolge soltanto il rimodellamento di tessuti superficiali, ovvero la pelle, l’adipe e la ghiandola. Nella mastopessi con protesi, invece, si potrebbe avvertire un senso di fastidio o tensione a livello del petto, che può essere comunque controllato con l’assunzione di farmaci analgesici prescritti dal medico.

Generalmente durante il post operatorio si dovrà indossare un reggiseno contenitivo per circa un mese, ma la convalescenza non ha una lunga durata, infatti la paziente potrà riprendere a lavorare dopo 1 settimana e dovrà evitare gli sforzi per almeno un mese. Nel caso in cui fosse necessario applicare dei drenaggi, questi verranno rimossi al secondo giorno dopo l’intervento. Infine, si consiglia di non dormire con la pancia rivolta verso il basso per almeno un paio di settimane per non rischiare di esercitare una pressione eccessiva sul seno.

*Video ceduto dal Prof. Marco Gasparotti

Risultati della mastopessi

Il risultato finale e la nuova forma definitiva del seno non sono immediatamente visibili, ma sarà necessario far trascorrere un periodo di assestamento perché il seno assuma maggiore naturalezza e i risultati siano apprezzabili, chiarisce il Dott. Campiglio.

Le cicatrici all’inizio avranno un colore tendente al violaceo, rosso o rosa e si attenueranno in maniera progressiva nel corso dei mesi. Per evitare che le cicatrici non guariscano correttamente è fondamentale non esporle al sole fino alla loro completa guarigione e applicare una protezione solare completa.

L’ISAPS ricorda che i risultati possono essere diversi da paziente a paziente, e per quanto si tratti di un’operazione che offre un risultato duraturo, fattori come invecchiamento, gravidanze e aumenti o perdite di peso potrebbero alterare la forma del seno nel corso degli anni. L’inserimento di protesi per complementare la mastopessi, generalmente, offre risultati più stabili nel tempo.

Mastopessi rischi e pericoli

*Immagine ceduta dalla Dott.ssa Jasmin Fuhr

Rischi e complicanze della mastopessi

La mastopessi, come tutti gli altri interventi chirurgici, deve essere eseguita da chirurghi esperti che sappiano come evitare l’insorgere di rischi e complicanze e che siano preparati per intervenire adeguatamente nel caso in cui dovessero presentarsi.

Tra gli effetti collaterali e rischi collegati con la mastopessi o lifting del seno l’ISAPS segnala i seguenti:

  • infezioni
  • cicatrici cheloidi o ipertrofiche
  • sofferenza cutanea
  • necrosi cutanea
  • asimmetria dei capezzoli
  • anomalie transitorie o permanenti della sensibilità

Dubbi e domande frequenti

  • Che risultati si possono ottenere? “I risultati sono sempre molto buoni e consentono di poter raggiungere il volume e la forma desiderati, contrastando i segni del tempo”, Dott. Umberto Napoli
  • Dopo quanto tempo si vedono i risultati? “Un risultato apprezzabile dopo 2 mesi, un risultato definitivo dopo 6 mesi”, Dott. Alessandro Ferrario
  • Si possono eliminare le smagliature del seno con la mastopessi? “Vengono eliminate solo le smagliature comprese nell'area di pelle asportata, le altre rimangono”, Dott.ssa Arianna Tinti
  • Come sono le cicatrici della mastopessi? “Le cicatrici sono permanenti, ma nella maggior parte dei casi sbiadiscono e migliorano in modo significativo nel tempo. Molto importante è la predisposizione del paziente”, Dott. Gianluca Campiglio
  • Si può prevenire la ptosi mammaria? “Francamente è molto difficile prevenirla: evitare sbalzi ponderali eccessivi e indossare reggiseni sostenitivi sono le uniche armi a disposizione, in quanto la tendenza alla ptosi è fisiologica. Inefficace è l'attività sportiva”, Dott. Cristiano Biagi
  • Quali sono i rischi e le complicazioni? “Le complicazioni sono rare (ematoma, infezione) e generalmente rispondono ad un trattamento appropriato”, Dott. Luciano Leanza
  • Il ricovero è necessario dopo la mastopessi? “No, se si limita all'asportazione cutanea, mentre è richiesta la degenza di 1 o 2 giorni nel caso della mastopessi ghiandolare”, Centro Medico Genesy

Testimonianze

“Mi sono operata l’8 aprile. Sono davvero felicissima, contenta e lo rifarei sicuramente…” Leggi l'esperienza completa

RosalbaD51 - Caserta (Città), Caserta

“Il mio seno appariva di colpo svuotato, privo di tono e con diverse smagliature. Sono felicissima del risultato e consiglio a tutte le donne nella mia situazione di affrontare questo passo” Leggi l'esperienza completa

AnninaVegliano - Cosenza (Città), Cosenza

“Se ho deciso di operarmi è perché ho perso tanti chili, più di 20. È una cosa che rifarei perché ad oggi sono molto soddisfatta” Leggi l'esperienza completa

danieladi - Milano (Città), Milano

“Era da parecchio tempo che valutavo un intervento al seno per migliorarne l’aspetto, ma posticipavo sempre” Leggi l'esperienza completa

lolly92 - Pergine Valsugana, Trento

“Non ho mai avuto un bel seno, ma dopo due gravidanze e quasi quattro anni di allattamento era diventato orribile.Il risultato è stato veramente sorprendente” Leggi l'esperienza completa

Claudia1040 - Terracina, Latina

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