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  • Cos'è la gigantomastia o ipertrofia mammaria?
  • Conseguenze della gigantomastia
  • Quali sono le cause della gigantomastia?
  • Trattamenti per la gigantomastia
  • Bibliografia
seno troppo grande

Cos'è la gigantomastia o ipertrofia mammaria?

L'ipertrofia mammaria, anche detta Gigantomastia, si verifica quando la ghiandola mammaria si è sviluppata in maniera eccessiva, sviluppando così un seno con un grande volume, che non è quindi determinato dalla presenza di grasso in eccesso. Questo particolare problema può causare nella paziente sia un disagio funzionale che un disagio estetico. Nella maggior parte dei casi, l’ipertrofia mammaria è associata alla ptosi mammaria che si presenta come un seno cadente fin sotto la piega inframammaria.

Un seno in media ha un volume compreso tra 200 e 350 cm cubi. L’ipertrofia mammaria può essere misurata secondo una classificazione in base al volume del seno e si può parlare di ipertrofia mammaria moderata (da 400 a 600 cm cubi) e di ipertrofia mammaria grave (oltre 1000 cm cubi).

Conseguenze della gigantomastia

L’ipertrofia mammaria è responsabile di vari problemi funzionali come:

  • dolori alla schiena e al collo
  • difficoltà nel praticare sport
  • irritazione della pelle nelle pieghe del seno
  • difficoltà nel reperire le taglie dei vestiti
  • ridotta mobilità

Questo problema si presenta non solo nelle donne, ma anche negli uomini e in questi casi si parla di ginecomastia, i volumi sono diversi da quelli della donna, ma c'è comunque un evidente aumento anormale della ghiandola mammaria.

gigantomastia cause

Quali sono le cause della gigantomastia?

Le cause dell’ipertrofia del seno o gigantomastia sono:

  • ormonali (gravidanza, pubertà)
  • predisposizione genetica
  • congenite
  • variazioni del peso
  • età (nel tempo i seni tendono ad abbassarsi)
  • assunzione di alcuni farmaci che possono influire sullo sviluppo
gigantomastia interventi

Trattamenti per la gigantomastia

Riduzione chirurgica del seno

La riduzione chirurgica del seno, permette di ridurre la ghiandola mammaria in eccesso attraverso un intervento chiamato mastoplastica riduttiva. Dopo l’intervento, il seno risulterà rialzato e dalle curve armoniose. Successivamente, il chirurgo si occuperà di correggere l’eventuale asimmetria preesistente, risolleverà il capezzolo e l’areola, orientandoli orizzontalmente. Al termine di questa procedura, il chirurgo procederà con la sutura delle ferite, utilizzando un filo riassorbibile e posizionerà le medicazioni e i drenaggi (che verranno rimossi prima della dimissione ospedaliera). L’intervento di riduzione del seno si esegue in anestesia generale e la sua durata varia da 2 a 4 ore e comporta un riposo di almeno 2 settimane. I risultati saranno apprezzabili dopo circa 1 anno, ma i primi risultati saranno visibili dopo 3 mesi dall’operazione. È un intervento che libera la paziente sia da un peso fisico (circa 300 grammi per seno) che psicologico.

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