Selene Cabibbo
Selene Cabibbo
Dopo gli studi in Filosofia si specializza nella scrittura per il web e nel copywriting. I suoi interessi e le sue esperienze professionali spaziano dal settore culturale a quello estetico.
Aggiornamento: 4 apr 2019

Informazione addizionale

Navigazione

  • Introduzione
  • Definizioni
  • Cause della transessualità
  • Storia della transessualità
  • Bambini transgender
  • Il percorso di riassegnazione sessuale
  • A quale medico rivolgersi?
  • Gli inizi della transizione
  • Quali sono gli specialisti che dovrai consultare?
  • Quali sono i requisiti per sottoporsi a una RCS con il SSN?
  • La terapia Ormonale
  • RCS MtF (Male to Female) / Chirurgia di riassegnazione da Uomo a Donna
  • Vaginoplastica e Gonadectomia
  • Aumento del seno
  • Femminilizzazione del viso
  • RCS FtM (Female to Male) / Chirurgia di riassegnazione da Donna a Uomo
  • Mastectomia o Asportazione del seno
  • Metoidioplastica
  • Falloplastica
  • Protesi testicolare
  • Protesi erettile
  • Sessualità dopo un cambio di sesso
  • Dubbi e domande frequenti
  • Bibliografia
Prima donna trans

Lili Elbe, la prima donna transessuale

Introduzione

(Attenzione! Questo articolo contiene immagini che possono urtare la sensibilità del lettore)

Secondo un articolo diffuso dall’Ansa, sarebbero circa 40.000 le persone transessuali in Italia, sebbene si tratti solo di una stima approssimativa.

L’iter psicologico, personale e medico a cui è sottoposto un soggetto transgender è complicato e prevede molti step, legati in parte alla propria affermazione personale in parte al percorso legislativo e burocratico necessario per potersi sottoporre a una RCS (Riconversione Chirurgica di Sesso) in Italia.  

La transessualità, nel corso della storia ha attraversato molti alti e bassi: accettata e standardizzata, quindi considerata come una malattia, oggi è finalmente riconosciuta come una vera e propria sofferenza, sebbene non sia ritenuta una malattia. Il termine tecnico utilizzato dall’Oms è Disforia di Genere, un disturbo psicologico e mai fisico, che necessita di un particolare trattamento multidisciplinare che culmina con l’azione chirurgica di riassegnazione del sesso.

La medicina e la chirurgia oggi offrono molte soluzioni per aiutare le persone transgender a compiere l'importante passo del cambio del proprio sesso. In questo articolo speriamo di potervi offrire quante più informazioni possibile sulla chirurgia di riassegnazione del sesso per aiutarvi a organizzare il vostro intervento.

Definizioni vocabolario LGBT

Vocabolario LGBT, immagine tratta dal sito It'spronouncedMetrosexual

Definizioni

Il mondo LGBT è ricco di terminologia specifica, a volte molto tecnica. Prima di proseguire parlando dell’intervento chirurgico di riassegnazione del sesso, facciamo un po’ di chiarezza introducendo il vocabolario che utilizzeremo in questo articolo. Cercheremo di riassumere e semplificare concetti spesso molto ampi e complessi, questo paragrafo vuole essere solo un piccolo glossario di introduzione all’argomento.

  • RCS (Riconversione Chirurgica di Sesso) o SRS (Sex reassignment Surgery): intervento chirurgico la cui finalità è quella di cambiare il sesso di nascita del paziente per convertirlo nel sesso di appartenenza desiderato.
  • Disforia di genere (DIG): termine medico utilizzato dall’Oms per indicare la sofferenza psichica associata alla non conformità di genere. In campo medico l’introduzione della DIG è stata una vera e propria conquista. Solo nel DMS -5 del 2013 (il manuale diagnostico dei disturbi mentali) il disturbo della disforia di genere è stato identificato con la sofferenza provata dal soggetto che non si riconosce del sesso di assegnazione alla nascita. Differenza rivoluzionaria rispetto alle precedenti edizioni del manuale dove la transessualità era considerata una vera e propria psicopatologia.
  • Transgender: persona che non si sente in accordo con il genere assegnatogli alla nascita, in questo caso parliamo anche di trans identità. Spesso le parole "transgender" e "transessuale" sono usate come sinonimi per indicare persone che desiderano cambiare il proprio sesso.
  • Transessuale: la differenza tra una persona transgender e una transessuale è che un transessuale si è sottoposto a un’intervento di riassegnazione di sesso, cambiando così anche il genere di appartenenza.
  • Cisgender: una persona cisgender è un soggetto che si sente a proprio agio con il genere assegnato alla nascita. Esiste quindi un accordo tra il suo genere e il suo sesso fenotipico.
  • Intersessualità: si tratta di persone nate con una malformazione degli organi sessuali, che rende difficile o impossibile distinguere il sesso fenotipico. Al momento della nascita sono i genitori ad effettuare la scelta del nome e del sesso del neonato. Si tratta di decisioni difficili e mai ovvie, è possibile che crescendo il bambino non si identifichi con il genere assegnato dai suoi genitori.
  • Uomo transessuale: si tratta di una persona nata nel corpo di una donna e che ha deciso di intraprendere un percorso per diventare fisicamente un uomo.
  • Trans donna: una donna trans è una persona nata nel corpo di un uomo che ha intrapreso un percorso di trasformazione per diventare fisicamente una donna.
  • MtF (Male to Female): termine usato per riferirsi a persone transgender nate come uomini e sottoposte a un intervento per diventare una donna.
  • FtM (Female to Male): termine usato per riferirsi a persone transgender nate come donne e sottoposte a un intervento per diventare un uomo.
  • Genere non binario o Genderqueer: soggetti che non si identificano la convenzione binaria di genere uomo/donna.
  • Queer: letteralmente “eccentrico” in inglese, quando è utilizzato con la lettera maiuscola si riferisce alla comunità, alla cultura e agli orientamenti politici di tutte quelle persone che non si riconoscono negli stereotipi di genere e di orientamento sessuale.

È importante specificare che l'orientamento sessuale non è legato al genere al genere di appartenenza.

Trans bambino

Corey Maison, una delle transgender più giovani al mondo

Cause della transessualità

Come affermato dall’Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere attualmente le cause della transessualità non sono definite. Sembra essere il risultato di un insieme di eventi, fattori ed esperienze vissute dal soggetto. Dal punto di vista scientifico alcuni ricercatori sostengono che possano esserci cause genetiche o correlata alla struttura / funzionamento del cervello che influiscono sulla transessualità di una persona.

Sebbene possano esserci predisposizioni “fisiologiche” il maggiore impatto è dato da fattori esterni e dall’ambiente culturale in cui vive il soggetto. È fondamentale ricordare che la transessualità non è un disturbo psichico, ma il percorso di riassegnazione del sesso può essere molto arduo e comportare sofferenza e disagio. Il supporto psicologico è fondamentale per sentirsi supportati e aiutati in questa delicata fase della propria vita.

Primo trans ftm

Anna P trans FtM, uno dei pazienti del Dr Benjamin

Storia della transessualità

La transessualità è un fenomeno che esiste da sempre, numerose sono le testimonianze di transessuali del mondo antico. La leggenda più famosa è sicuramente quella di Sporo, il liberto di Nerone, il quale fu dapprima castrato e successivamente gli vennero assegnate sembianze femminili per potersi unire in matrimonio con l’Imperatore, dopo che questi aveva ucciso la moglia Poppea. Anche nelle tribù dei nativi Americani la transessualità era largamente praticata, gli uomini potevano travestirsi da donna e unirsi in matrimonio con persone del sesso opposto. In Francia, Giovanna D’Arco, viene considerata una tra le più famose transgender della storia.

Per quanto riguarda la storia moderna e l’avvento della chirurgia estetica, Lili Elbe fu la prima donna trans a subire un intervento chirurgico di riassegnazione sessuale nel 1930; purtroppo morì pochi anni dopo durante un'operazione di trapianto ovarico. Ricordiamo anche Christine Jorgensen, la prima donna transessuale sottoposta con successo a tutti gli interventi di riassegnazione sessuale. I suoi diversi interventi chirurgici furono eseguiti tra il 1952 e il 1954.

Il termine transessualità fu introdotto per la prima volta nel 1949 dal Dr. David Cauldwell, sebbene il primo studio medico ufficiale fu edito solo nel 1966, “The Transsexual Phenomenon” del Dr. Harry Benjamin. Questo testo fu utilizzato per lungo tempo come testo accademico nelle facoltà di medicina, per la prima volta la transessualità veniva trattata come un disturbo psichico a sé stante. La vera innovazione di questo scritto è che le cure proposte non erano di tipo farmacologico o di renderizzazione verso il genere di nascita, ma incoraggiavano piuttosto a un percorso di riassegnazione del sesso simile a quello moderno.

Alla fine degli anni '50, il chirurgo plastico francese Georges Burou inventò la moderna tecnica di inversione del pene durante una trasformazione di MtF, che è la tecnica tuttora più utilizzata.

Bambina transgender

Jazz Jennings, ex bambina transgender, oggi si batte per i diritti dei transessuali

Bambini transgender

La transessualità può manifestarsi sin dalla tenera età, generalmente a partire dall'età di 3 anni il bambino comincia a dimostrare atteggiamenti generalmente maschili o femminili, una volta raggiunti i 5 anni è possibile che il bambino transgender cominci ad avvertire o a comunicare un senso di inadeguatezza al genere assegnato alla nascita. 

I bambini che affrontano questa problematica, attraversano un periodo definito di Organizzazione Atipica dell’Identità di Genere (Atypical Gender Identity Organization A.G.I.O.), come spiegato dall’Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere.

L’infanzia e la pubertà possono essere delle fasi molto traumatiche nella vita di un transessuale, soprattutto quando i cambiamenti ormonali modificano il corpo dando i tratti tipicamente maschili e femminili. È fondamentale il ruolo della famiglia e dei genitori, perché il bambino si senta supportato e aiutato in questo delicato passaggio.

Fino a pochi anni fa la transessualità, soprattutto nei bambini, era considerato un vero e proprio tabú e reperire informazioni era molto difficile. Dal 2008 l’Osservatorio Nazionale ha redatto le Linee Guida O.N.I.G., una serie di strumenti pensati da professionisti medici e psicologi per supportare il bambino e la famiglia sia dal punto di vista legale che medico. Nella bibliografia a fondo pagina troverete una serie di link utili tratti dai siti ufficiali dedicati a queste tematiche.

Judith Butler

Judith Butler, filosofa femminista statunitense, una delle principali studiose delle teorie queer

Il percorso di riassegnazione sessuale

Il percorso per potersi sottoporre a una chirurgia per la riassegnazione del sesso è lungo e un po’ complicato. La legislazione italiana prevede l’obbligo da parte della persona transgender di passare attraverso alcune fasi prima di potersi sottoporre all’intervento chirurgico. Con l’aiuto delle informazioni fornite dall’Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere cercheremo di riassumere brevemente tutti i passaggi dell’iter per il cambio di sesso.

  • Fase introspettiva: è la fase iniziale, quella durante la quale il soggetto si interroga sulle proprie sensazioni ed esigenze, spesso spinto da una sensazione di disagio comincia a porsi domande sulla propria identità sessuale e di genere.
  • Contatto con gli specialisti: il soggetto comincia a reperire informazioni, consultando siti tematici o rivolgendosi ad associazioni del settore come Arcigay | Associazione LGBTI italiana. Il bisogno di cercare risposte sulla propria interiorità potrebbe portare il soggetto a chiedere un supporto specialistico di uno psicologo, iniziando così l’iter burocratico per il cambio di sesso.
  • La consulta psicologica: la transessualità è un tema difficile da categorizzare, infatti, sebbene non sia considerata una malattia è inserita all’interno del manuale ufficiale di psicologia. Questa scelta è principalmente di tipo organizzativo, per permettere alle assicurazioni mediche di alcuni Paesi di includere la RCS all’interno delle cure sovvenzionate permettendo così al soggetto di ridurre gli elevati costi della chirurgia. Tuttavia molti transgender vivono la terapia psicologica come un obbligo e non come un aiuto e un supporto. L’incontro con gli psicologi ha un doppio scopo diagnostico e valutativo, per sostenere la persona e valutare le motivazioni che la conducono ad effettuare un cambio di sesso. I passaggi successivi avranno un grande impatto sulla vita privata e sociale del paziente.
  • La cura ormonale: dopo i primi 6 mesi di terapia psicologica, il soggetto può decidere in accordo con il medico di effettuare una cura ormonale che permetterà di modificare i caratteri sessuali terziari, ovvero mascolinizzare o femminilizzare i tratti somatici del volto. Gli ormoni inibiscono anche l’eiaculazione e il ciclo mestruale. La cura al primo stadio rappresenta un’ulteriore conferma per il soggetto di star perseguendo la giusta direzione, infatti è reversibile nei primi mesi dopo l’assunzione dei farmaci.
  • RLT, Real Life Test, il test di vita reale: fase fondamentale per l’auto-diagnosi, il soggetto comincia a vivere la sua quotidianità con le abitudini del genere scelto, modificando il vestiario, i comportamenti e cominciando a vivere nella vita reale come uomo/donna. Il test ha un forte valore psicologico perché mette il soggetto di fronte alle difficoltà della vita pubblica e consente di avere un’ulteriore conferma verso le proprie scelte.
  • L’iter legale: attualmente la normativa che regola in materia di riassegnazione di sesso è la Legge 164 del 1982, puoi consultare qui il testo integrale sul sito del Ministero degli Esteri. Trascorsi due anni di terapia psicologica, tutte le cartelle cliniche verranno consegnate al tribunale che deciderà se accettare o meno la richiesta di cambio di sesso. Una volta ottenuta l’autorizzazione ed effettuata la chirurgia, si procederà con il cambio delle generalità in tutti i documenti ufficiali, carta di identità, patente, passaporto, etc.
  • RCS (Riconversione Chirurgica di Sesso):processo chirurgico che richiede uno o più interventi, vedremo nel dettaglio le operazioni chirurgiche per il cambio di sesso nei seguenti capitoli. Una volta avuto il lasciapassare del tribunale ci si potrà rivolgere a una struttura pubblica o privata ed entrare nelle liste d’attesa.
  • Il re-inserimento sociale: conclude la fase cominciata con il Real Life Test, il soggetto deve pianificare la propria vita affermando la sua nuova identità di genere a livello personale, affettivo, sociale e lavorativo.
  • Il "follow-up": ha il compito di garantire il benessere della persona dopo la  riassegnazione di sesso. Verranno effettuati tre incontri di follow-up generalizzati e obbligatori a 6 mesi, 1 anno, 2 anni dalla RCS.
Angela Ponce

Angela Ponce, prima donna trans a vincere il titolo di Miss Spagna

A quale medico rivolgersi?

Il processo di riassegnazione del sesso chiama in causa numerosi specialisti, come vedremo nel dettaglio più avanti. Per quanto riguarda le varie procedure chirurgiche, raccomandiamo sempre di rivolgersi a un chirurgo abilitato, esperto e specializzato in chirurgia intima. Gli interventi di riassegnazione del sesso sono molto specifici, ci sono pochissimi chirurghi in grado di eseguirli.

Prima di tutto ti invitiamo a verificare che il tuo chirurgo sia iscritto all’Ordine dei Medici della tua provincia. Potrai effettuare questa ricerca sul sito web della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi. Successivamente, ti suggeriamo di cercare in rete commenti e opinioni sul chirurgo di tua scelta, potrai confrontarti con le esperienze di altre persone che hanno attraversato il tuo stesso percorso, chiedere loro consigli e condividere la tua storia. È importante cercare immagini di prima/dopo gli interventi per farsi un'idea del tipo di risultato raggiunto in precedenza dal tuo chirurgo. Se non riesci a reperire foto online, sentiti libero di chiedere di consultare alcune immagini durante la prima consulta con il medico.

Infine, ti suggeriamo di rivolgerti a diversi chirurghi specializzati nel trattamento che andrai a realizzare. Ad esempio un chirurgo specializzato in protesi mammarie potrà esserti di aiuto se vuoi eseguire una transizione MTF o un chirurgo specializzato in rinoplastica / chirurgia facciale per le procedure di femminilizzazione del volto. Allo stesso modo, per le persone che stanno eseguendo una transizione FtM è bene rivolgersi a un chirurgo esperto nella rimozione del seno.

Binder per trans FtM

Il binder è una fascia che permette di mascherare facilmente il seno, molto utilizzato dai ragazzi trans. Foto tratta da Amazon.

Gli inizi della transizione

Speriamo di poter racchiudere in questa pagina quante più informazioni possibile riguardo il processo di transizione per la riassegnazione del sesso. Ci auguriamo che possano esserti di aiuto e supporto durante il tuo percorso. Le indicazioni che troverai nei seguenti capitoli sono una generalizzazione, giacché ogni storia è differente e i percorsi variano a seconda delle esigenze di ciascun individuo.

Le fasi iniziali del processo di transizione sono probabilmente tra le più delicate, la presa di consapevolezza della propria identità di genere può comportare sofferenze, senso di incomprensione e di non accettazione. È fondamentale poter contare su un supporto costante che potrà accompagnarti in tutte le fasi della tua transizione. Parlare con la famiglia e con gli amici più stretti dei propri sentimenti ti permetterà di condividere con loro il tuo percorso. Comunicare con sincerità i tuoi stati d’animo alle persone con cui ti senti più a tuo agio e chiedi loro di aiutarti a prendere contatti con associazioni del settore che sapranno indirizzarti verso i professionisti giusti.

Non sottovalutare il ruolo dello psicologo, sebbene sia un obbligo previsto dalla legge, il periodo di terapia servirà per metabolizzare i cambi che avverranno nella tua vita, ti aiuterà a organizzare gli aspetti legali della tua riassegnazione e soprattutto potrà esserti di grande aiuto per cominciare al meglio la tua nuova vita.

Per quanto riguarda la scelta del vestiario, sentiti libero di prendere le scelte che senti essere giuste per te, sentirsi a proprio agio è la parola chiave per affrontare il grande cambiamento.

Vladimir Luxuria

Vladimir Luxuria, prima parlamentare italiana transgender

Quali sono gli specialisti che dovrai consultare?

Il percorso di riassegnazione del sesso è lungo e prevede molti passaggi, vediamo insieme quali saranno i principali medici specialisti da consultare:

  • Medico curante: il primo passo è consultare il proprio medico per spiegare la propria situazione in modo che lui o lei possa indirizzarci verso il centro specialistico più vicino alla propria provincia di residenza. In Italia, se si vuole cominciare il percorso con il Servizio Sanitario Nazionale è necessario passare attraverso uno dei centri convenzionati, come il SAIFIP - Servizio di Adeguamento tra Identità Fisica e Identità Psichica di Roma. Sul sito dell'Osservatorio Nazionale è possibile trovare l'elenco completo dei centri convenzionati con il SSN.
  • Psicologo: questo specialista avrà il compito di analizzare le motivazioni che ti hanno spinto verso la tua scelta. Dovrà accompagnarti in tutto il percorso fornendo supporto psicologico durante le varie fasi della transizione. In Italia la terapia psicologica è obbligatoria per almeno 2 anni prima di poter effettuare la RCS.
  • Endocrinologo: l’endocrinologo è lo specialista incaricato di prescrivere la cura ormonale. Potrai cominciare ad assumere ormoni dopo 6 mesi di terapia psicologica. Questa cura verrà concordata con il medico, a seconda dei risultati che si desiderano ottenere. Gli ormoni assunti attraverso dei farmaci inibiranno la produzione delle sostanze ormonali naturalmente prodotte dall’organismo, che determinano le caratteristiche fisiche genetiche. Si tratta di una cura che dura tutta la vita, scegliere un medico specializzato eviterà eventuali complicazioni.
  • Chirurgo Plastico: è solo dopo aver superato i 3 passaggi precedenti ed aver avuto l’autorizzazione del tribunale, che sarà possibile effettuare una Riconversione Chirurgica di Sesso. Non tutte le persone transessuali decidono di sottoporsi all’intervento, in alcuni casi i risultati raggiunti con la terapia ormonale sono soddisfacenti per il soggetto che sceglie non continuare con la RCS.
Percorso per disforia di genere

Per poter essere inclusi nelle liste d'attesa del SSN è necessario avere il nulla osta del tribunale

Quali sono i requisiti per sottoporsi a una RCS con il SSN?

Per potersi sottoporre ad un intervento chirurgico di riassegnazione di sesso attraverso il SSN, è necessario essere in possesso di alcuni requisiti specifici:

  • essere maggiorenne
  • aver effettuato almeno 2 anni di terapia psicologica e di real life test
  • essere in possesso un certificato accredita la diagnosi di Disforia di Genere e autorizza l’intervento. (Viene rilasciato da un tribunale)
  • ever seguito il trattamento ormonale sotto supervisione di un endocrinologo e aver effettuato alcuni test preoperatori
  • firmare il documento consenso informato, un documento comune a tutti gli interventi chirurgici che contiene informazioni riguardanti i rischi, le complicazioni e l'irreversibilità dell'intervento.
Rocco KAYIATOS

Rocco Kayiatos, cantante trans FtM della scena Hip Hop italiana

La terapia Ormonale

La terapia ormonale è un momento molto importante per una persona transgender, l’assunzione dei farmaci permette di realizzare i primi cambiamenti visibili sul proprio corpo che assumerà i caratteri fisici caratteristici di un uomo o di una donna, a seconda della cura specifica. Esistono diversi tipi di ormoni che possono essere somministrati in diverse forme (orale, dermico o iniezioni).

I Trans FtM riceveranno ormoni maschili, principalmente testosterone, mentre le Trans MtF ormoni femminili, cioè estrogeni e antiandrogeni. La cura di estrogeni e testosterone dura in genere per tutta la vita, mentre gli antiandrogeni vengono interrotti dopo l’intervento chirurgico.

È fondamentale creare un rapporto di completa fiducia con il proprio endocrinologo, la Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità informa che durante il primo anno di terapia devono essere effettuati controlli clinici con cadenza trimestrale, successivamente l’intervallo diventa di 6 mesi fino all’intervento di RCS. L’Osservatorio malattie rare afferma che circa il 25% delle donne transgender si autoprescrive la terapia ormonale acquistando farmaci di dubbia provenienza da internet, ricordiamo che le cure ormonali possono comportare gravi rischi per la salute del soggetto, la supervisione medica è fondamentale per non incorrere in gravi controindicazioni.

I cambiamenti sono generalmente abbastanza rapidi, sebbene tutto dipenda molto dal soggetto. Le modifiche che subisce l’organismo possono essere paragonate ai cambiamenti del corpo durante la fase della pubertà. Vediamo nello specifico quali sono:

  • FtM: la voce cambia, la pelosità del corpo e del viso aumenta, il clitoride cambia dimensione e diventa più grande, la massa muscolare e la silhouette cambiano, l’ovale del volto diventa più quadrato e la pelle si ispessisce. Ci sono anche cambiamenti fisiologici, come aumento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna, cambiamenti dell'odore corporeo, aumento della libido e perdita delle mestruazioni.
  • MtF: capezzoli e petto si sviluppano, i testicoli si atrofizzano e diminuisce la funzione erettile, diminuzione della massa muscolare, avviene una ridistribuzione del grasso corporeo, i tratti del volto si addolciscono e la pelle diventa più morbida. Vengono inoltre  rilevati i seguenti cambiamenti: diminuzione della libido, diminuzione della frequenza cardiaca, inibizione delle erezioni spontanee, diminuzione della capacità spermatica. Sebbene la quantità di sperma prodotto sia minima, non può essere del tutto soppressa la formazione di spermatozoi, per cui la persona potrebbe continuare ad essere fertile. Inoltre, è importante sapere che durante una trasformazione MtF, gli ormoni non influenzano la voce, o comunque lo fanno in forma minima. Spesso le donne transessuali decidono di rivolgersi a una logopedista per poter prendere lezioni di dizione, dando così alla propria voce un tono femminile. Lo stesso vale per i peli, per eliminarli definitivamente saranno necessarie delle sedute di depilazione laser.

È importante sapere che gli effetti della cura ormonale sono reversibili durante i primi mesi, mentre le procedure chirurgiche sono definitive. Inoltre, i trattamenti ormonali rendono il soggetto sterile, tienilo a mente se desideri avere dei figli in futuro. Alcune persone decidono di sottoporsi alla Gonadectomia, ovvero all’intervento chirurgico che permette la rimozione delle gonadi, le ovaie e i testicoli, in questo modo è possibile inibire completamente la produzione fisiologica di ormoni sessuali, entrando nella fase di andropausa/menopausa.

RCS MtF (Male to Female) / Chirurgia di riassegnazione da Uomo a Donna

Nei prossimi capitoli descriveremo i principali interventi chirurgici che possono essere effettuati durante una transizione MTF, vale a dire da uomo a donna. La maggior parte di queste procedure viene eseguita in anestesia generale e può richiedere diversi giorni di ricovero in ospedale. Le principali operazioni per la transizione MtF sono:

  • Interventi di riassegnazione di sesso (vaginoplastica e gonadectomia);
  • Intervento di adeguamento del torace (mastoplastica additiva);
  • Modellazioni estetici (rinoplastica, asportazione pomo d’Adamo, depilazione laser)
Risultati vaginoplastica

*Immagine tratta dal sito SIAMS

Vaginoplastica e Gonadectomia

  • Preparazione all'intervento

Prima di eseguire una vaginoplastica, il paziente deve aver seguito una terapia ormonale per almeno 1 anno. Come per qualsiasi procedura chirurgica, il medico suggerirà al paziente di smettere di fumare almeno 1 mese prima e uno dopo della procedura per facilitare la guarigione e la cicatrizzazione. Inoltre dovrà essere evitata l'assunzione di farmaci come l’aspirina almeno 15 giorni prima dell’intervento. È necessario curare con attenzione l’igiene intima nei giorni che precederanno l’intervento utilizzando prodotti antisettici specifici a base di betadine.

  • L’intervento chirurgico

L'intervento dura in media da 4 a 5 ore e si tratta di una chirurgia molto complicata che richiede grandi conoscenze tecniche da parte del chirurgo. Generalmente viene effettuata in anestesia generale, ma su scelta dell’anestesista può essere effettuata anche con un’epidurale.
La procedura si divide in due fasi, la prima di demolizione del corpo cavernoso del pene e dei testicoli,  la pelle del pene verrà poi utilizzata nella fase seguente per creare la cavità neovaginale. La parte superiore del glande, che è una parte molto sensibile, viene utilizzata per costruire il clitoride, mentre il prepuzio permette di modellare le piccole labbra. Per quanto riguarda le parti esterne dello scroto, vengono utilizzate per creare la neo vulva e le grandi labbra. Durante la procedura, l'uscita dell'uretra viene accorciata per consentire di urinare dal basso. Questa tecnica chirurgica è chiamata di Inversione di cute peniena, il Dr. Vincenzo Mirone elenca altre tecniche per realizzare una vaginoplastica: Flap peno-scrotale, Tecnica di Perovic e Colo- ed Ileo-vaginoplastica utilizzate solo in caso di fallimento dei precedenti interventi.

  • Postoperatorio

La SIAMS ci informa che al termine della procedura, il chirurgo inserirà una protesi di silicone progettata appositamente, che permette di ottenere la profondità e la larghezza vaginale, viene utilizzata negli 8-10 giorni seguenti. Il paziente dovrà rimanere a riposo assoluto per 24 ore, utilizzando un catetere vescicale per 8-10 giorni. Verranno applicati dei drenaggi che saranno rimossi pochi giorni dopo l'intervento chirurgico. Generalmente la degenza dura 12 giorni completi, dopo di che sarà fondamentale seguire alcuni consigli:

  1. mantenere una buona igiene intima, utilizzare sapone neutro e disinfettante non aggressivo, asciugare con delicatezza per non rovinare i tessuti e non danneggiare le cicatrici.
  2. evitare l'attività sessuale con penetrazione durante i primi 2 mesi
  3. indossare indumenti intimi larghi e traspiranti, preferibilmente in cotone, evitare pantaloni stretti e preferire gonne ampie e comode
  4. se dovessi notare cambiamenti significativi, come secrezione di liquidi o odore sgradevole, contatta al più presto il tuo chirurgo.
    • Dilatatore vaginale

    Per poter mantenere i risultati sarà necessario utilizzare regolarmente un dilatatore vaginale. Questa fase è molto importante e il tuo chirurgo ti fornirà le indicazioni precise per il mantenimento. Generalmente i dilatatori dovrebbero essere usati per 30-40 minuti al giorno per diversi mesi, aumentando gradualmente la lunghezza e la larghezza, per poter ottenere una dimensione della vagina soddisfacente e quanto più possibile simile a quella di una donna biologica. Nel caso in cui non si dovessero avere rapporti sessuali con penetrazione per lungo tempo è necessario aumentare i tempi di posa del dilatatore.

    • Risultati

    I risultati sono assolutamente straordinari. La vagina è apparentemente del tutto simile a quella di una donna biologica, inoltre l’utilizzo dei tessuti autologhi permette di provare piacere durante i rapporti sessuali. I pazienti sono generalmente molto soddisfatti del risultato, che consente loro di vivere appieno la propria sessualità e la propria vita da donna.

    • Rischi e possibili complicazioni

    Tutte le procedure chirurgiche comportano rischi e possibili complicazioni che è necessario conoscere prima di iniziare la procedura. Per quanto riguarda la vaginoplastica le più comuni sono:

    1. infezioni
    2. emorragia
    3. fistola vaginale rettale
    4. disturbi della funzione urinaria
    5. anomalie nella direzione del flusso urinario
    6. cattiva cicatrizzazione.
    Risultati aumento di seno su trans

    Risultati di una mastoplastica additiva su donna trans.- Foto tratta dal sito SIAMS

    Aumento del seno

    Per completare la trasformazione da uomo a donna, è possibile sottoporsi ad un aumento del seno tramite Mastoplastica Additiva. In generale, questo è il primo intervento eseguito da donne transessuali, perché meno invasivo rispetto alla RCS. Può essere eseguito già durante la fase di trattamento ormonale, una volta che le dimensioni del torace si sono stabilizzate. Per ulteriori informazioni su questa procedura, ti consigliamo di leggere questo articolo: Mastoplastica Additiva.

    Christine Jorgensen

    Christine Jorgensen è la prima donna trans ad essere stata operata con successo

    Femminilizzazione del viso

    È molto probabile che tu abbia bisogno di una serie di interventi per il viso per completare la tua transizione e femminilizzare definitivamente il tuo aspetto. Il Dr. Urtis Clinic ci informa che per dare al volto maschile un aspetto femminile, che sia il più possibile armonioso, sono necessari diversi tipi di interventi, tra cui la rinoplastica, la correzione dell'ovale del viso (che può essere eseguita durante un intervento chirurgico maxillo-facciale o con iniezioni di acido ialuronico), la correzione dei volumi degli zigomi (acido ialuronico o impianti), un aumento delle labbra , correzione della fronte e riduzione del pomo d’Adamo. Inoltre potrebbe essere necessario un trapianto di capelli e un accorciamento delle corde vocali per poter modificare la voce e renderla più acuta.

    RCS FtM (Female to Male) / Chirurgia di riassegnazione da Donna a Uomo

    Sono molti i possibili interventi durante una transizione FtM, cioè da donna a uomo. Queste procedure sono eseguite in anestesia generale e richiedono da 1 a diversi giorni di ospedalizzazione. Prima di un intervento chirurgico, il medico  consiglierà sempre di smettere di fumare 1 mese prima e 1 mese dopo la procedura e di non assumere l'aspirina per almeno 15 giorni prima dell’intervento chirurgico. Riassumiamo quali sono i principali interventi chirurgici:

    • interventi di demolizione: ginecomastia,  isterectomia, colpectomia (eliminazione della vulva e delle ovaie).
    • interventi ricostruttivi: clitoridoplastica, falloplastica, scrotoplastica, uretroplastica.
    RIsultati mastectomia

    Risultati mastectomia su Trans FtM - Foto tratta dal sito SIAMS

    Mastectomia o Asportazione del seno

    È possibile eseguire un intervento mirato ad asportare la mammella, la mastectomia. Generalmente i trans FtM utilizzano sin dalle prime fasi della transizione un Binder, ovvero una fascia contenitiva che serve principalmente per appiattire le forme del seno, rendendo il torace più simile a quello di un uomo. L’intervento di mastectomia è molto delicato ed è sempre bene rivolgersi a un chirurgo specializzato in questa tecnica. Durante l'intervento,  verranno asportate le ghiandole mammarie e il tessuto in eccesso. Se ritenuto necessario, potrà essere ridotta la dimensione dei capezzoli in modo da dare un aspetto il più possibile naturale e mascolino.

    Metoidioplastica risultati

    Risultati di una Metoidioplastica - foto tratta da FtM-transexuel

    Metoidioplastica

    Questa tecnica di riassegnazione sessuale consiste nel trasformare il clitoride in una sorta di piccolo neo-pene. Con l'assunzione di ormoni maschili, il clitoride tende a crescere fino a una dimensione media di 4-5 cm. Alcuni pazienti decidono di ricorrere alla Metoidioplastica piuttosto che alla falloplastica, se le dimensioni del clitoride lo consentono, perché è un'operazione più semplice e con esiti post operatori meno evidenti ed invasivi. Il risultato della Metoidioplastica non consente al paziente di eseguire la penetrazione durante il rapporto sessuale, ma gli consente di mantenere la capacità orgasmica del clitoride.
    Questa procedura viene solitamente eseguita contemporaneamente a una scrotoplastica (creazione dello scroto), a una vaginectomia (rimozione più o meno parziale della vagina), a una isterectomia (rimozione più o meno parziale dell'utero) e ad una ovariectomia (rimozione delle ovaie), se questi interventi non erano già stati realizzati in precedenza.

    Risultati falloplastica

    Risultati di una falloplastica su trans FtM - foto tratta dal sito SIAMS

    Falloplastica


    La Falloplastica è l'intervento chirurgico di riassegnazione sessuale che consente agli uomini trans di ottenere un neo pene.

    • Preparazione all’intervento

    Come abbiamo abbiamo già detto, uno dei requisiti generali per ogni tipo di intervento chirurgico è la sospensione del fumo prima e dopo l'intervento, così come la sospensione di farmaci anti-infiammatori. È probabile che l’ingresso ospedaliero venga effettuato il giorno prima dell’intervento e verrai sottoposto ad un lavaggio intestinale.

    • Intervento

    È un intervento di chirurgia plastica molto complesso e che richiede grandi doti tecniche da parte del chirurgo, dura tra le 8 e le 9 ore.
    All'inizio, l'urologo userà le piccole labbra per ricostruire l'uretra. Poi dalle grandi labbra costruirà uno scroto, che sarà simile a quello di un uomo biologico.
    Per costruire il neo pene, il chirurgo usa il tessuto dell'avambraccio, che deve essere stato prima trattato con la depilazione laser. Questo lembo di pelle copre e dà volume al canale interno, che servirà anche per urinare. La zona donatrice dell’avambraccio sarà ricoperta da una cicatrice e apparirà più sottile dopo questa procedura. I risultati sono spesso molto soddisfacenti per il paziente che riesce ad ottenere un neo pene di circa 12-13 cm di lunghezza, con capacità di penetrazione.

    • Post operatorio

    Un'operazione di questo tipo richiede 2 settimane e mezzo di ricovero ospedaliero e non sarà possibile tornare al lavoro per altri 2 mesi. Indosserai una fascia di compressione attorno al braccio dove è stato rimosso il lembo di pelle. Dopo alcuni giorni verranno rimossi i drenaggi. Ti consigliamo di seguire le seguenti istruzioni nel periodo postoperatorio:

    1. proteggi l'area operata dal freddo
    2. dormi sulla schiena
    3. mantieni un'eccellente igiene intima
    4. indossa abiti larghi e slip larghi in cotone
    5. segui le indicazioni del chirurgo prima di riprendere un'attività fisica regolare e progressiva
    6. Presta attenzione a eventuali cambiamenti significativi durante il tuo periodo di recupero e comunica al tuo chirurgo ogni minimo cambiamento il più presto possibile.
    • Risultati

    In generale, i pazienti sono molto soddisfatti dei risultati della loro falloplastica e la maggior parte di essi può tranquillamente urinare in piedi e avere orgasmi. Per quanto riguarda la penetrazione, sarà necessario indossare una protesi erettile, come vedremo più avanti. Per un risultato ancora più naturale e realistico , si potranno tatuare le vene sul neo pene. Solo dopo aver completato la guarigione potranno essere effettuati nuovi interventi per completare la tua transizione.

    • Rischi e complicazioni

    Tutte le procedure chirurgiche comportano una serie di rischi e potenziali complicazioni che è importante conoscere. Questi includono:

    • formazione di coaguli
    • infezione
    • necrosi
    • emorragia
    • guarigione difficile
    Protesi testicolare

    Protesi testicolari della marca ColoplastMD

    Protesi testicolare

    Per dare un aspetto più naturale allo scroto creato chirurgicamente potrai inserire una protesi testicolare, che ne aumenta il volume. Queste protesi sono composte da gel di silicone e esistono in diverse dimensioni. Tuttavia è bene ricordare che si potrà optare per questo intervento solo dopo un minimo di 6 mesi dalla scrotoplastica.

    Protesi peniena idraulica

    Le protesi peniene vengono utilizzate anche nel caso di disfunzioni erettili maschili

    Protesi erettile

    Le protesi erettili possono essere posizionate approssimativamente dai 12 ai 18 mesi dopo una falloplastica, una volta riacquistata la sensibilità nella parte superiore del neopene. Queste protesi consentono di ottenere un'erezione, rendendo possibile la penetrazione. È anche possibile stimolare il pene e persino avere un orgasmo senza indossare questo tipo di dispositivo, ma non avverrà alcun tipo di erezione.
    Esistono diversi tipi di protesi, il medico potrà consigliarti per scegliere quella più adatta a te:

    • Protesi semirigida o flessibile: consente un facile utilizzo, oltre ad essere inserita con un intervento abbastanza semplice. È completamente nascosta nel corpo e si piega facilmente. Tuttavia, rimarrà rigida a lungo per tutta la durata del rapporto sessuale, il che potrebbe farti sentire a disagio dando l'impressione di essere in costante erezione. Inizialmente, è stato ideata per gli uomini più anziani che non possono più avere un'erezione naturale.
    • Protesi flessibili erettili per trans men: appositamente progettate per transessuali, possono essere attivate con un semplice movimento.
    • Protesi idraulica: una piccola pompetta viene posta nello scroto, che una volta premuto più volte consente di ottenere un'erezione. Imita molto bene l'erezione naturale, ma dura dai 5 ai 10 anni.
    • Protesi gonfiabile erettile: a differenza della precedente, contiene un serbatoio posto nell'addome inferiore che contiene il fluido che genera l'erezione.
    Sessualità transessuale

    I dilatatori vaginali devono essere utilizzati costantemente dopo una vaginoplastica - fonte Pinterest

    Sessualità dopo un cambio di sesso

    Le persone trans devono imparare di nuovo a scoprire il proprio corpo e la propria sessualità dopo una procedura di riassegnazione sessuale. Gli ormoni, durante la fase iniziale del trattamento, alterano il desiderio sessuale dei pazienti (si registra un aumento negli uomini transessuali e una diminuzione delle donne transessuali). Dopo un intervento chirurgico di riassegnazione sessuale, le relazioni intime sono spesso vissute meglio e, quindi, sono più soddisfacenti. Questo fenomeno si verifica perché i pazienti si sentono finalmente a proprio agio nei loro nuovi corpi, questo permette di avere una sessualità più appagante e spesso più consapevole.

    Ciò che è importante sapere è che potrai sempre raggiungere l'orgasmo dopo un intervento di riassegnazione del sesso. I genitali vengono trasformati, ma mantengono la loro capacità di produrre sensazioni e indurre l'orgasmo.

    Dubbi e domande frequenti

    • A che età posso iniziare una trasformazione MtF o FtM? In Italia, l'età legale per potersi operare è di 18 anni. Tuttavia, sapendo che le persone transgender scoprono la loro differenza ed esprimono il loro disagio in circa 3 anni, è difficile immaginare una così lunga attesa. Se non hai raggiunto la maggiore età, o se i tuoi figli sono ancora piccoli, è meglio iniziare la procedura il prima possibile, se non altro per bloccare lo sviluppo del corpo durante la pubertà. È possibile consultare il proprio medico o un centro specializzato per iniziare il trattamento ormonale.
    • Sarò ancora fertile? I trattamenti che fanno parte del processo di riassegnazione sessuale spesso portano alla sterilità. Tuttavia, se desideri avere figli, ti consigliamo di consultare il medico. Puoi valutare soluzioni alternative come il congelamento dello sperma o degli ovuli prima di iniziare la cura ormonale.
    • La mia voce cambierà? Sì, in parte l'assunzione di ormoni modificherà la tua voce. Nel caso di una transizione FtM, dovresti tenere a mente che la tua voce diventerà sempre più maschile, sebbene non sarà riconoscibile come tale al 100%. Puoi rivolgerti a un logopedista per aiutarti a cambiare il tono della tua voce. Nel caso di una transizione MtF, gli ormoni giocano un ruolo molto piccolo nel cambio di voce, quindi sarà necessario rivolgersi a un logopedista o sottoporsi a un intervento chirurgico delle corde vocali.
    • Il Servizio Sanitario Nazionale copre le spese di riassegnazione di sesso? Il SSN copre le spese per aiutare soggetti con Disforia di Genere, per poter accedere alle liste d'attesa nazionali, sarà però necessario ricevere il nulla osta di un tribunale e passare per un iter burocratico.
    • Posso tornare indietro se mi pento? Gli interventi chirurgici di riassegnazione sessuale sono irreversibili. Tuttavia, il dottor Bauquis, un chirurgo svizzero esperto in chirurgia per il cambio di sesso, afferma di non aver mai incontrato nessun paziente che si sia pentito del suo intervento. Prima di sottoporti al cambio chirurgico il Real Life Test sarà utile per capire se ti senti a tuo agio nel tuo nuovo genere di appartenenza.
    • Le donne transessuali hanno le mestruazioni? No, gli interventi di riassegnazione sessuale hanno solo lo scopo di cambiare l'aspetto esteriore dei genitali.
    • Può un futuro partner sessuale notare che ho subito un intervento di cambio di sesso? I risultati di una falloplastica e una vaginoplastica sono davvero straordinari, tuttavia i tuoi genitali non saranno mai del tutto simili a quelli di un uomo o una donna biologici. Inoltre, nel caso di una donna transessuale, dovrai usare del lubrificante e dei dilatatori, dato che la neo-vagina non sarà naturalmente elastica. Pertanto, è consigliabile parlare apertamente e senza tabù con i tuoi partner sessuali.
    • Sarò in grado di urinare in piedi dopo la falloplastica? La risposta è sì nella grande maggioranza dei casi.
    • Posso rimanere incinta dopo una trasformazione MtF? Non sarai in grado di rimanere incinta. Se vuoi concepire un bambino, ti consigliamo di parlare con il tuo medico prima della trasformazione, in modo che possa offrirti delle alternative.

    Bibliografia

    "Le informazioni contenute in questa pagina sono solo orientative e in nessun caso possono sostituire le informazioni fornite individualmente dal tuo chirurgo plastico, medico estetico o specialista. Se stai valutando la possibilità di sottoporti a un trattamento o a un’operazione di Chirurgia Plastica o Estetica (anche in caso di dubbi o domande) rivolgiti direttamente a un medico specializzato che ti fornirà tutti i chiarimenti opportuni. Guidaestetica non supporta né raccomanda alcun contenuto, prodotto, opinone, professionista medico né nessun altro tipo di materiale o di informazione contenuta in questa pagina o in altre parti del sito."