Tricopigmentazione

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200 €
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Secondo 5 specialisti
  • Non è necessaria
  • Non richiede ricovero ospedaliero
  • 1-3 ore di intervento
  • Non richiede riposo
  • Effetti immediati
  • Risultati temporanei

Che cos’è la tricopigmentazione?

tricopigmentazione 3d

*Immagine ceduta dal Dott. Olivieri D'amelio

La perdita dei capelli è un problema che in Italia affligge oltre 11 milioni di persone. Questo inestetismo, uno tra i più diffusi, ha però tantissimi trattamenti a disposizione per migliorare o contrastare la sua visibilità. Uno di questi è la tricopigmentazione.

La tricopigmentazione consiste in un trattamento non invasivo studiato per nascondere la calvizie o alopecia. Consiste nella inoculazione di pigmenti sulle zone colpite dalla perdita dei capelli, con un procedimento simile a quello della micropigmentazione o dermopigmentazione, analogamente a come avverrebbe con un tattoo. I pigmenti inseriti nella superficie del cuoio capelluto andranno a ricreare un effetto rasato o un effetto di infoltimento. 

Gli specialisti della Clinica del Capello spiegano che i risultati sono subito visibili dopo la seduta, dal momento che il trattamento è come una sorta di tatuaggio, che con dei piccoli puntini simula la creazione di tanti piccoli follicoli, come quando i capelli vengono rasati. La differenza rispetto ai tatuaggi, però, sta nel fatto che il risultato non è permanente, ma dura mediamente tra i 6 e gli 8 mesi, dato che il pigmento entra a un livello più superficiale del derma.

Chi può fare la tricopigmentazione?

tricopigmentazione prima e dopo

*Immagine ceduta dalla Dott.ssa Paola Tarantino

La tricopigmentazione permanente può aiutare in tutti quei casi di alopecia, diradamento e calvizie, ma anche per coprire le cicatrici della nuca dove i capelli non possono più ricrescere. In genere il paziente tipo per questo trattamento è un uomo, perché il risultato finale è quello di un effetto rasatura. Per lo stesso motivo non è il trattamento più indicato per chi desidera portare i capelli lunghi.

Gli specialisti dell’Istituto Helvetico Sanders precisano che le persone con i capelli bianchi, biondo chiaro o rossi non possono eseguire il trattamento, dal momento che il pigmento utilizzato ha una colorazione tendente al grigio cenere.

Ci sono controindicazioni o rischi?

In alcuni casi non è consigliato sottoporsi a tricopigmentazione, soprattutto in presenza di uno o più dei seguenti fattori:

  • dermatite seborroica
  • follicolite
  • patologie cutanee croniche (per esempio psoriasi)
  • problemi di cicatrizzazione

Gli operatori della Clinica del Capello assicurano che non ci sono particolari rischi o effetti collaterali associati alla tricopigmentazione, se non gli stessi di un comune tatuaggio.

Bibliografia

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