Trattamento dell'area perioculare

Trattamento dell'area perioculare
Medico estetico con formazione presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica di Roma. Si occupa di Medicina Interna e Dermoestetica in Italia e all'estero.
Creazione: 29 gen 2026 · Aggiornamento: 29 gen 2026

Perché l'area perioculare invecchia precocemente?

La pelle intorno agli occhi è la più sottile dell'intero viso, con uno spessore inferiore a un millimetro. Questa peculiarità anatomica la rende particolarmente vulnerabile ai segni del tempo. A differenza di altre zone del volto, quest'area presenta un'interfaccia dermo-epidermica appiattita, un derma sottile e una densità ridotta di ghiandole sebacee, caratteristiche che accelerano i processi di invecchiamento.

Con gli anni, diversi fenomeni si manifestano contemporaneamente: il setto orbitale perde tono, il collagene sottocutaneo diminuisce, i cuscinetti adiposi orbitali si sgonfiano o erniano. Il risultato? Il solco lacrimale si approfondisce, la cavità sopraorbitaria diventa più evidente, compaiono rughe e iperpigmentazione, conferendo allo sguardo un'espressione stanca e invecchiata.

L'evoluzione del trattamento: oltre il semplice riempimento

Per decenni, l'approccio convenzionale al ringiovanimento perioculare si è basato sull'acido ialuronico come protagonista assoluto. Questo filler idrofilo ha rivoluzionato la medicina estetica per la sua capacità di ripristinare volume e idratazione, offrendo risultati immediati e visibili.

Tuttavia, l'esperienza clinica ha evidenziato alcune criticità specifiche dell'area perioculare. L'acido ialuronico, proprio per la sua natura igroscopica, può trattenere acqua e causare edema, gonfiore ritardato o il fastidioso effetto Tyndall (una colorazione bluastra visibile attraverso la pelle sottile).

La sinergia terapeutica: quando due diventa meglio di uno

Recenti ricerche cliniche hanno introdotto un approccio innovativo: la combinazione di acido ialuronico con idrossiapatite di calcio (CaHA) opportunamente diluita. Questa strategia nasce da un'intuizione fondamentale: i due filler possiedono meccanismi d'azione complementari.

L'acido ialuronico offre un effetto volumizzante immediato, correggendo solchi e cavità. Il CaHA, dall'altra parte, agisce come biostimolatore: stimola i fibroblasti a produrre nuovo collagene di tipo I e III, elastina e proteoglicani, innescando un processo di rigenerazione tissutale che perdura nel tempo. Inoltre, il CaHA possiede un potere igroscopico limitato, riducendo significativamente il rischio di edema.

Come funziona nella pratica clinica?

Il protocollo prevede l'utilizzo di una miscela specifica: acido ialuronico a matrice coesiva polidensificata combinato con CaHA diluito o iperdiluito. La diluizione del CaHA viene personalizzata in base allo spessore cutaneo del paziente: rapporti di 1:1 per la pelle più spessa, fino a 1:4 per la pelle più sottile.

Per il solco palpebromalare e il solco lacrimale, la miscela viene iniettata con tecnica retrograda nel piano sopraperiosteo, utilizzando microdepositi lungo il bordo orbitale. Per la cavità sopraorbitaria, si preferisce l'utilizzo di una cannula smussa da 25G, che riduce il rischio di ecchimosi e traumi vascolari, iniettando il prodotto nel piano pre-settale.

La scelta del piano di iniezione non è casuale. Il piano pre-settale è indicato quando l'obiettivo è migliorare la qualità della pelle, mentre il piano retrosettale viene riservato ai casi che necessitano di ripristino volumetrico dei cuscinetti adiposi.

Oltre il volume: il miglioramento della qualità cutanea

Un aspetto spesso sottovalutato è l'impatto sulla qualità della pelle. L'80% dei pazienti ha riferito un miglioramento della texture cutanea. La stimolazione collagene indotta dal CaHA si traduce in una pelle più tonica, con riduzione della lassità, delle rughe sottili e dell'iperpigmentazione perioculare.

Questo effetto biorigenerativo rappresenta un vantaggio distintivo rispetto ai trattamenti convenzionali. Mentre l'acido ialuronico si riassorbe nell'arco di 6-12 mesi, il collagene neoformato dal CaHA persiste, conferendo risultati più duraturi. I pazienti seguiti per un anno hanno mantenuto risultati soddisfacenti, con alcuni casi di diluizioni elevate (1:4) che hanno richiesto un ritocco dopo 6 mesi.

Chi può beneficiare di questo approccio?

I candidati ideali sono pazienti con solco palpebromalare o cavità sopraorbitaria da lieve a moderata, preferibilmente con iperpigmentazione associata. Particolarmente indicato per chi ha già sperimentato edema con trattamenti precedenti a base di solo acido ialuronico, o per pazienti con pelle sottile e traslucida che rischiano l'effetto Tyndall.

Sono esclusi dal trattamento pazienti in gravidanza o allattamento, con malattie autoimmuni, o con precedenti iniezioni permanenti nell'area perioculare negli ultimi 12 mesi.

Sicurezza e gestione delle complicanze

Come ogni procedura medica, anche questa tecnica richiede competenza ed esperienza. L'area perioculare presenta un'anatomia complessa, con strutture vascolari e nervose che devono essere rispettate. Per questo motivo, il trattamento dovrebbe essere eseguito esclusivamente da medici esperti nell'anatomia facciale e nelle tecniche di iniezione avanzate.

Gli eventi avversi documentati sono stati prevalentemente lievi e transitori: lieve edema, eritema temporaneo, ecchimosi.

Il futuro del ringiovanimento perioculare

Questo approccio combinato rappresenta un cambio di paradigma nella medicina estetica perioculare. Non si tratta più solo di "riempire" un solco, ma di rigenerare il tessuto attraverso la stimolazione biologica, ottenendo risultati naturali e duraturi.

La personalizzazione rimane la chiave: la scelta della diluizione, del piano di iniezione, del volume utilizzato deve essere calibrata sulle caratteristiche anatomiche individuali e sugli obiettivi terapeutici specifici. Un solco profondo con deficit volumetrico importante richiederà una miscela meno diluita (1:1), mentre un trattamento focalizzato sulla biorigenerazione cutanea potrà utilizzare diluizioni maggiori (1:4).

L'area perioculare merita un'attenzione particolare nel percorso di ringiovanimento del volto. Uno sguardo riposato e luminoso può trasformare l'intera espressione facciale, restituendo freschezza e vitalità. La combinazione di acido ialuronico e idrossiapatite di calcio offre oggi uno strumento terapeutico versatile, sicuro ed efficace, capace di rispondere a molteplici esigenze in un'unica procedura.

Come sempre in medicina estetica, la scelta della tecnica e dei prodotti deve essere guidata da una valutazione clinica approfondita, da una conoscenza anatomica precisa e dall'esperienza del medico. Il risultato ottimale nasce dalla sinergia tra scienza, arte e personalizzazione.

Questo articolo ha finalità puramente informative e non sostituisce il consulto medico specialistico. Per valutare l'idoneità al trattamento e ricevere informazioni personalizzate, è necessario rivolgersi a un medico estetico qualificato.

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