Ringiovanire il viso: tutto quello che c

Ringiovanire il viso: tutto quello che c
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Chirurgia estetica, Flebologia
SCEB è un'organizzazione italiana specializzata in Medicina Estetica e Chirurgia Plastica.
Creazione: 9 giu 2026 · Aggiornamento: 9 giu 2026

Il lifting del volto rappresenta uno degli interventi più consolidati nell’ambito della chirurgia plastica estetica per il trattamento degli esiti dell’invecchiamento facciale. Nella pratica clinica quotidiana si osserva come il progressivo rilassamento dei tessuti cutanei e profondi determini, con il passare del tempo, una perdita di definizione del profilo mandibolare, un approfondimento delle rughe nasogeniene e una discesa dei compartimenti adiposi del terzo medio e inferiore del volto.

Dal punto di vista chirurgico, l’obiettivo del lifting non è quello di “modificare” i tratti del viso, ma di riposizionare in maniera anatomica i tessuti profondi, restituendo armonia e proporzione senza alterare l’identità del paziente. L’approccio moderno è infatti sempre più orientato a risultati naturali, evitando tensioni eccessive della cute e l’effetto “tirato” tipico delle tecniche meno conservative del passato.

Nella mia esperienza clinica, la richiesta di lifting facciale proviene spesso da pazienti che riferiscono una discrepanza tra la propria immagine interna e ciò che osservano allo specchio. Non si tratta soltanto di una questione estetica, ma di un cambiamento percepito nella propria espressività e nel proprio impatto sociale. Per questo motivo la valutazione preoperatoria assume un ruolo centrale: è necessario analizzare la qualità cutanea, la struttura ossea, la distribuzione dei volumi e le aspettative individuali, al fine di costruire un piano chirurgico realmente personalizzato.

Il lifting può interessare diverse regioni del volto, dal terzo medio fino al collo, e viene eseguito attraverso incisioni strategicamente posizionate in sede preauricolare e retroauricolare, così da risultare scarsamente visibili nel tempo. Le tecniche attuali prevedono non solo il trattamento cutaneo, ma soprattutto la sospensione e il riposizionamento del sistema muscolo-aponeurotico superficiale (SMAS), elemento fondamentale per ottenere un risultato stabile e duraturo.

Il decorso post-operatorio è variabile, ma nella maggior parte dei casi caratterizzato da edema, ecchimosi e una progressiva risoluzione del gonfiore nelle settimane successive. Il ritorno alle normali attività avviene gradualmente, in funzione dell’estensione dell’intervento e della risposta individuale dei tessuti.

Un aspetto fondamentale riguarda la selezione del paziente. Il lifting non è indicato in presenza di condizioni mediche non compensate, disturbi della coagulazione, infezioni attive o abitudini voluttuarie come il fumo non controllato, che possono compromettere la vascolarizzazione cutanea e il processo di guarigione. Analogamente, una corretta valutazione delle aspettative è essenziale per evitare richieste non realistiche e garantire un percorso terapeutico consapevole.

Esistono differenze significative tra il lifting maschile e quello femminile. Nel volto femminile si ricerca generalmente un ringiovanimento armonico, con particolare attenzione alla morbidezza dei contorni e alla preservazione della naturalezza dei volumi. Nel volto maschile, invece, è fondamentale mantenere la definizione mandibolare e le caratteristiche di mascolinità del profilo, evitando qualsiasi eccesso di trazione che possa alterare l’espressività.

In alcuni casi, il lifting può essere associato ad altri interventi complementari, come la blefaroplastica o il lipofilling, al fine di ottenere un ringiovanimento globale e più equilibrato del volto. La combinazione delle tecniche deve essere sempre valutata in modo personalizzato, tenendo conto dell’anatomia e dell’età biologica del paziente piuttosto che di quella anagrafica.

Dal punto di vista dei risultati, il lifting non interrompe il processo di invecchiamento, ma ne riduce in modo significativo gli effetti visibili, garantendo un miglioramento della qualità dei tessuti e della definizione dei contorni facciali per un periodo prolungato nel tempo. Eventuali ritocchi possono essere considerati solo in casi selezionati e mai con cadenza programmata.

Recentemente, presso la Clinica Sceb di Lecce, ho seguito il percorso di una paziente di 58 anni che presentava un marcato rilassamento dei tessuti del terzo medio e inferiore del volto, associato a perdita di definizione mandibolare e accentuazione delle pieghe nasogeniene. La paziente riferiva un progressivo disagio nella percezione della propria immagine, pur mantenendo uno stato di salute generale ottimale e aspettative estremamente realistiche rispetto al risultato chirurgico.

Dopo un’accurata valutazione clinica è stato pianificato un lifting cervico-facciale con tecnica di sospensione profonda dello SMAS. L’intervento è stato eseguito in anestesia generale e ha consentito un riposizionamento armonico dei tessuti, con particolare attenzione alla naturalezza del risultato e alla conservazione dell’espressività del volto.

Il decorso post-operatorio è stato regolare, con un edema iniziale progressivamente regredito nelle settimane successive. Ai controlli successivi la paziente mostrava un miglioramento evidente del profilo facciale e, soprattutto, una maggiore serenità nel rapporto con la propria immagine, riferendo di riconoscersi nuovamente allo specchio senza percepire alterazioni artificiali.

Recensione della paziente:

“Dopo anni in cui notavo il mio viso cambiare e perdere definizione, ho deciso di affrontare una consulenza specialistica. Fin dal primo incontro ho percepito un approccio molto attento e realistico, senza promesse eccessive ma con grande chiarezza su ciò che fosse possibile ottenere. L’intervento è stato spiegato in ogni dettaglio e questo mi ha permesso di affrontarlo con serenità. Il risultato è naturale e coerente con il mio volto: non mi vedo diversa, ma semplicemente più in armonia con me stessa. È stata un’esperienza positiva sotto ogni punto di vista.”

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