Otoplastica: correggere le orecchie prominenti con un intervento sicuro e naturale

Otoplastica: correggere le orecchie prominenti con un intervento sicuro e naturale
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Chirurgo
Chirurgo Plastico con esperienza sia in Italia che all'estero. Ha lavorato a più di 1000 interventi, soprattutto di Chirurgia Estetica del corpo e di chirurgia post obesità e post gravidanza.
Creazione: 8 giu 2026 · Aggiornamento: 8 giu 2026

L’otoplastica rappresenta una procedura di chirurgia plastica ed estetica finalizzata alla correzione delle alterazioni morfologiche del padiglione auricolare, congenite o acquisite, con l’obiettivo di ristabilire un equilibrio armonico tra orecchie e profilo del volto. Nella mia esperienza clinica, le richieste più frequenti riguardano le orecchie prominenti, le asimmetrie auricolari e alcune deformità cartilaginee che, soprattutto nei pazienti più giovani, possono influire in maniera significativa sulla percezione di sé e sulla qualità delle relazioni sociali.

L’approccio chirurgico deve sempre partire da un’attenta analisi anatomica del distretto auricolare. Durante la visita specialistica valuto la conformazione della cartilagine, la definizione dell’antelice, la profondità della conca e la proiezione del padiglione rispetto al cranio, elementi fondamentali per pianificare un intervento realmente personalizzato. L’obiettivo non è semplicemente “avvicinare” le orecchie, ma ottenere un risultato naturale, proporzionato e coerente con le caratteristiche del volto del paziente.

L’otoplastica può essere eseguita già dopo i 6 anni di età, quando lo sviluppo auricolare è quasi completato. In età pediatrica, intervenire precocemente può contribuire a ridurre il disagio emotivo e relazionale spesso associato alle orecchie prominenti. Nell’adulto, invece, il trattamento viene richiesto prevalentemente per correggere inestetismi presenti da anni o esiti traumatici mai trattati.

L’intervento viene generalmente eseguito in anestesia locale; nei bambini o nei pazienti particolarmente ansiosi può essere associata una sedazione. La durata media varia tra i 60 e i 120 minuti. Le incisioni vengono praticate nel solco retroauricolare, in modo da rendere le cicatrici poco visibili nel tempo.

Dal punto di vista tecnico, l’otoplastica moderna consente di intervenire in modo preciso e conservativo sulla cartilagine auricolare. Tra le metodiche più utilizzate vi è la tecnica di Mustardé, indicata nei casi di scarsa definizione dell’antelice e basata sul rimodellamento della piega auricolare mediante suture posteriori permanenti. Nei pazienti con eccessiva profondità della conca auricolare, la tecnica di Furnas permette invece di ridurre la distanza tra orecchio e cranio attraverso punti di fissazione alla fascia mastoidea. Nella pratica clinica, l’associazione di più tecniche è spesso la soluzione più efficace per ottenere una correzione armoniosa e stabile nel tempo.

Il decorso post-operatorio è generalmente rapido e ben tollerato. Nei primi giorni possono comparire lieve edema, tensione locale o modesto fastidio, sintomi che tendono a regredire progressivamente. Al termine dell’intervento viene applicato un bendaggio contenitivo che, dopo circa una settimana, viene sostituito da una fascia elastica protettiva da utilizzare soprattutto durante le ore notturne. La ripresa delle normali attività quotidiane avviene in tempi relativamente brevi, mentre attività sportive o traumi locali devono essere evitati per alcune settimane.

Recentemente, presso la Clinica Sceb di Lecce, ho trattato il caso di un giovane paziente con marcata prominenza bilaterale del padiglione auricolare associata a iposviluppo dell’antelice e ipertrofia della conca. Il paziente riferiva un disagio presente sin dall’età adolescenziale, con una progressiva tendenza a evitare determinate situazioni sociali e sportive. Dopo un’accurata valutazione preoperatoria, è stato pianificato un intervento combinato mediante tecnica di Mustardé associata a punti di fissazione secondo Furnas, al fine di correggere sia la definizione della piega auricolare sia l’eccessiva proiezione laterale delle orecchie.

L’intervento si è svolto in anestesia locale con sedazione leggera e ha consentito di ottenere un rimodellamento stabile e naturale del profilo auricolare, rispettando pienamente la simmetria e le proporzioni del volto. Il decorso post-operatorio è stato regolare, con minima sintomatologia dolorosa e rapido recupero delle attività quotidiane. Già ai primi controlli clinici il paziente mostrava non solo un evidente miglioramento estetico, ma anche una maggiore serenità nel rapporto con la propria immagine. Questo tipo di esperienza conferma quanto l’otoplastica, se correttamente indicata e pianificata, possa rappresentare un intervento capace di coniugare precisione tecnica, naturalezza del risultato e beneficio psicologico,contribuendo concretamente al recupero della sicurezza personale e della qualita'relazionale del paziente.

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