Dott. Pierluigi Bello è specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica
Il Dott. Bello spiega quali sono le controindicazioni all'utilizzo di acido ialuronico per l'aumento del volume delle mammelle.
Il messaggio enfatizzato da molti medici (spesso non chirurghi plastici) in base al quale l’utilizzo di acido ialuronico per aumentare il volume delle mammelle è alternativo all’ intervento di mastoplastica additiva non è a mio avviso corretto.
Le applicazioni con l’acido ialuronico possono essere unicamente circoscritte alla correzioni di piccoli difetti o al riempimento di circoscritte aree di depressione.
I limiti di tale metodica sono diversi. In primis ad oggi non avendo un follow up a lunga distanza non si è in grado di conoscere l’eventuale danno iatrogeno sulla ghiandola mammaria, l’unico elemento certo è l’insorgenza di micronoduli o pseudo cisti che possono creare delle difficoltà nella diagnosi delle neoplasie mammarie. A ciò si aggiunga il danno continuo a cui è sottoposta la ghiandola mammaria durante l’utilizzo della cannula usata per infiltrare (nella mastoplastica la ghiandola invece viene solo attraversata nel polo inferiore fino a raggiungere il piano desiderato).
Altro limite è il costo, infatti per poter dare volume alla mammella e ammesso che sia possibile determinare un aumento di taglia (sottolineo che le protesi mammarie sono compatte e possono dare forma e volume, mentre l’acido ialuronico è un gel abbastanza fluido), ci vuole una notevole quantità di prodotto che tra l’ altro dopo 1 anno / 1 anno e mezzo tende a riassorbirsi, per di più in maniera diversa tra le due mammelle, pertanto alla lunga la spesa è molto maggiore rispetto ad una semplice additiva.
Va altresì specificato che è impossibile con il solo acido ialuronico creare una simmetria tra le due mammelle e che spesso oltre all’aumento è necessario anche un sollevamento (pessi) delle stesse che si può ottenere unicamente con l’intervento di mastopessi.
In definitiva per l’aumento di volume delle mammelle il mio consiglio è quello di non sostituire la mastoplastica additiva con metodiche che non tengono conto né dell'anatomia della mammella né di altre problematiche correlate (irrregolarità nell'assorbimento del prodotto,infiammazione della ghiandola,esiti iatrogeni a distanza, ecc.).
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